Ben quattordici milioni e mezzo di veicoli, corrispondenti a oltre il 70% del totale circolante nel nostro Paese, non dovranno versare il bollo auto per un anno intero. È quanto stabilito dal Consiglio dei ministri, riunitosi mercoledì 16 settembre a Palazzo Chigi, che ha varato tramite decreto-legge la sospensione della tassa automobilistica per il 2027. Il provvedimento riguarda chiunque sia proprietario di un’automobile, sia essa alimentata a benzina, diesel o in configurazione ibrida, con potenza massima di 80 kW (poco più di 109 cavalli), oltre a motocicli e ciclomotori.
La disposizione è contenuta nel comunicato stampa numero 189 del Consiglio dei ministri e si applica alle persone fisiche che possiedono il veicolo, così come a chi lo utilizza tramite leasing o noleggio. Nel caso in cui una persona possieda più mezzi che rientrano nei parametri stabiliti, l’esenzione sarà riconosciuta esclusivamente per quello con la potenza inferiore; qualora non si disponga di un’auto conforme ai requisiti, sarà comunque possibile beneficiarne per un motociclo o un ciclomotore. Si tratta dunque di un beneficio legato alla persona e non al singolo veicolo: chi possiede diversi mezzi dovrà continuare a pagare il bollo su tutti gli altri.
Una tassa contestata, ma non cancellata in via definitiva
“Oggi il Governo elimina una delle imposte più detestate dagli italiani”, ha dichiarato la premier Giorgia Meloni nel presentare la misura. Un’affermazione perentoria, quasi definitiva, sebbene il testo approvato stabilisca che la sospensione sia valida unicamente per i pagamenti con scadenza ordinaria compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Da Palazzo Chigi è stato precisato che l’utilizzo del decreto-legge, strumento per sua natura legato all’urgenza, deriva da necessità di tempistica, e che il Governo intende rendere permanente la misura attraverso la prossima Legge di Bilancio. Nulla è ancora scontato, in realtà. Il costo totale dell’operazione viene stimato attorno ai 2,36 miliardi di euro, e il decreto prevede il trasferimento alle Regioni e alle Province autonome di circa 2,29 miliardi, a compensazione del mancato incasso, ma solo se si raggiungerà un’intesa con ciascun ente titolare del tributo — condizione tutt’altro che scontata per le Regioni a statuto speciale.
Quali veicoli beneficiano dell’esenzione
Il tetto degli 80 kW esclude i modelli più potenti, ma comprende gran parte delle utilitarie e delle city car più diffuse sul mercato italiano: dalla Fiat Panda alla Dacia Sandero, dalla Citroën C3 alla Volkswagen T-Cross, senza dimenticare Lancia Ypsilon, Renault Clio e Toyota Aygo X. Va sottolineato però che la verifica della soglia dovrà essere effettuata motorizzazione per motorizzazione, non semplicemente in base al modello: la stessa vettura, in base all’allestimento scelto, potrebbe rimanere entro o superare il limite previsto, determinando così il diritto o meno all’esenzione.
Lo scenario di fondo: l’aumento dei prezzi dei carburanti
La misura relativa al bollo si inquadra in un piano più ampio, pensato per mitigare l’incremento dei prezzi di benzina e gasolio provocato dalla crisi in atto in Medio Oriente. Lo stesso decreto rinnova, seppur parzialmente e in misura decrescente, la riduzione sulle accise applicate al gasolio: dai 17 centesimi al litro validi fino al 17 settembre, si scende a 12,2 centesimi dal 18 al 25 settembre, poi a 6,1 centesimi fino al 5 ottobre, data in cui i prezzi dovrebbero tornare ai livelli standard. Sul fronte del bollo, la maggioranza di governo rivendica compatta il risultato ottenuto: dal sottosegretario all’Economia Sandra Savino, che la definisce «una tassa che grava ogni anno sui cittadini», ai presidenti di Regione di centrodestra, che parlano di «promessa rispettata». Sarà con la prossima Legge di Bilancio che si scoprirà se questa misura, nata come temporanea, diventerà permanente, cancellando definitivamente il tanto contestato bollo auto.
Fonte: governo.it
