Il colosso cinese BYD ha presentato una nuova domanda di brevetto con un obiettivo chiaro e prezioso: impedire che animali domestici o persone, nascosti sotto un veicolo fermo, possano subire lesioni nel momento in cui l’auto riparte.
La richiesta è stata protocollata il 12 giugno presso l’ufficio brevetti cinese (CNIPA) con il codice CN122200729A e sfrutta un meccanismo di comparazione visiva. Una telecamera cattura uno scatto di riferimento dell’area sottostante al veicolo quando quest’ultimo è immobile; successivamente, ogni fotogramma acquisito in tempo reale viene messo a confronto con quell’immagine iniziale. In questo modo il sistema riesce a individuare le zone che presentano variazioni rispetto alla situazione di partenza, per poi sottoporre queste aree “sospette” a un’analisi più approfondita e verificare se effettivamente nascondono un essere vivente.

Individuare la presenza di qualcosa sotto un mezzo non è affatto semplice: giochi di ombre, condizioni di luce mutevoli, sporcizia, residui stradali e superfici sconnesse complicano non poco la distinzione tra, ad esempio, un felino addormentato e una foglia spostata dal vento, specialmente durante le ore notturne. Ecco perché BYD ha optato per una strategia articolata in due passaggi: prima si isolano i cambiamenti rispetto allo stato fisso del veicolo (sospensioni, batteria, componenti aerodinamici), poi si applicano algoritmi di riconoscimento esclusivamente su quelle porzioni di immagine, limitando così le probabilità di falsi positivi.
Questa innovazione va a completare un altro brevetto già messo a punto da BYD, pensato per individuare bambini o passeggeri rimasti involontariamente all’interno della vettura. I due dispositivi, presi insieme, mostrano chiaramente l’intenzione dell’azienda asiatica di realizzare un sistema di sorveglianza completo a 360 gradi, unendo visione artificiale, radar e sensori intelligenti per garantire protezione sia all’interno che nei pressi del veicolo.
D’altronde, BYD non si limita a questo settore: sta registrando brevetti anche in altri campi strategici, come le batterie a stato solido al solfuro destinate all’accumulo energetico, a testimonianza di un percorso di ricerca che abbraccia tanto la sicurezza di tutti i giorni quanto le tecnologie energetiche di domani. Come spesso succede quando si parla di brevetti, non resta che aspettare per scoprire quando questa soluzione tecnologica diventerà realmente disponibile sui modelli commercializzati.
Fonte: carnewschina.com
