Durante il suo intervento sullo stato dell’Unione tenutosi a Strasburgo, Ursula von der Leyen ha svelato i dettagli dell’EU Kids Act, un ambizioso pacchetto di regole destinato a trasformare radicalmente il legame tra i più giovani e il mondo digitale. Il provvedimento stabilisce un blocco totale all’utilizzo di social network, videogame online e sistemi di chat automatizzata per chi ha meno di 13 anni, capovolgendo la logica attuale: non saranno più le famiglie a dover dimostrare i rischi, bensì le piattaforme digitali a dover provare la sicurezza dei propri prodotti.
Nella fascia compresa tra i 13 e i 15 anni, sarà possibile accedere solo attraverso account ridotti gestiti direttamente dai genitori, con un tetto massimo di 60 minuti giornalieri e opzioni d’uso drasticamente ridotte.
Alla base di questa iniziativa vi è la volontà di combattere il fenomeno della manipolazione dell’attenzione infantile, richiamando la vicenda drammatica di Olea, giovane belga di quattordici anni rimasta vittima di bullismo online. Il testo prevede altresì l’introduzione obbligatoria di meccanismi di protezione specifici per i ragazzi dai 15 ai 18 anni, occupandosi pure della questione spinosa legata ai chatbot e alle intelligenze artificiali capaci di simulare legami affettivi, potenzialmente generando forme di dipendenza emotiva.
🇪🇺 The European Union will ban social media for children under 13 and allow only limited, supervised access until the age of 15 under plans unveiled Wednesday by EU chief Ursula von der Leyen.
➡️ https://t.co/c0rsM9jSwV pic.twitter.com/p3iYeSG10u— AFP News Agency (@AFP) September 16, 2026
Le risposte a livello globale, la questione dei controlli e ciò che è già accaduto in Europa
Il provvedimento normativo dovrà ottenere l’approvazione dei 27 Paesi membri dell’Unione europea, un passaggio delicato che potrebbe far riaffiorare tensioni diplomatiche con il governo americano guidato da Donald Trump, storicamente contrario a un controllo così stringente del settore tech da parte di Bruxelles.
La Commissione europea ha fatto tesoro degli errori commessi recentemente da altri Stati, come dimostra il caso della Francia, dove la Corte costituzionale ha respinto la normativa che intendeva vietare i social ai ragazzi under 15, giudicandola incompatibile con i diritti fondamentali della persona.
Per scongiurare situazioni giuridiche simili, il sistema di monitoraggio previsto dall’EU Kids Act si baserà su un impianto di sorveglianza unificato, ispirato al Digital Services Act e all’Artificial Intelligence Act. Per le società che non rispetteranno le regole sono previste conseguenze pesantissime: multe che possono raggiungere il 6% del fatturato globale annuo e persino il blocco dell’accesso al mercato europeo per quei giganti tecnologici giudicati responsabili di aver arrecato danno ai minori.
