Benzina diluita a Roma, cresce l’allarme tra gli automobilisti

benzina annacquata

Nella Capitale si moltiplicano le segnalazioni di veicoli, tra auto, moto e scooter, rimasti bloccati poco dopo aver fatto rifornimento. Il dubbio che serpeggia tra i meccanici è che si tratti di combustibile alterato, contaminato da acqua o altre sostanze estranee capaci di danneggiare il motore. In seguito a un’indagine giornalistica condotta da Adnkronos, la Guardia di Finanza ha avviato ispezioni nei distributori romani per accertare la genuinità del prodotto venduto.

Cosa sta realmente accadendo? E quali segnali possono far capire a chi guida di aver fatto rifornimento con carburante difettoso?

L’allerta parte dai garage: numeri mai visti prima

Tutto è cominciato con le testimonianze di alcuni riparatori della Capitale che, nelle ultime settimane, hanno riferito di un’impennata di mezzi portati in officina con guasti manifestatisi subito dopo essere passati dal distributore.

Stando a quanto emerso dall’inchiesta di Adnkronos, numerosi addetti ai lavori hanno rilevato un aumento significativo dei casi rispetto agli anni precedenti, con punte che in certe officine toccherebbero il 25-30% in più.

L’anomalia più ricorrente sembra essere legata alla presenza di acqua nel carburante o ad altri corpi estranei, elementi che possono generare malfunzionamenti soprattutto nei propulsori di ultima generazione, particolarmente delicati riguardo alla qualità del combustibile utilizzato.

Fra i disturbi più comuni figurano spegnimenti improvvisi, problemi in fase di accensione e danneggiamenti al sistema di alimentazione. Secondo alcuni tecnici interpellati, certi veicoli sarebbero arrivati in officina dopo aver percorso appena pochi chilometri dal pieno.

Queste segnalazioni emergono in un contesto in cui i prezzi dei carburanti tornano a incidere pesantemente sui bilanci familiari. Nei mesi scorsi benzina e gasolio hanno toccato picchi rilevanti, con il diesel che in alcune zone si è avvicinato nuovamente ai 2 euro al litro, complice anche l’intensificarsi degli spostamenti nella stagione estiva.

Proprio questo rincaro ha spinto alcuni esperti a ipotizzare un possibile collegamento tra l’aumento dei prezzi e la crescita dei casi di contaminazione, sebbene al momento non vi sia alcuna evidenza concreta che colleghi direttamente i due fenomeni.

Un carburante compromesso può avere diverse origini: contaminazioni accidentali nei serbatoi di stoccaggio, infiltrazioni d’acqua, carenze nella manutenzione degli impianti o, nei casi peggiori, veri e propri episodi di frode. Toccherà alle indagini in corso chiarire le reali cause di quanto accaduto.

Quali pericoli corrono gli automobilisti

La presenza di acqua nella benzina o nel gasolio costituisce un problema serio, dato che il carburante deve rispettare parametri precisi per assicurare il regolare funzionamento del motore. Quando viene contaminato da acqua, sedimenti o altre impurità, l’intero sistema di alimentazione può subire conseguenze negative.

L’acqua, in particolare, può innescare fenomeni corrosivi e rovinare componenti delicati come la pompa del carburante e gli iniettori, oltre a compromettere il processo di combustione. Anche particelle solide come ruggine, sabbia o depositi accumulati nei serbatoi possono finire aspirati fino al motore, provocando usura precoce, intasamenti e diversi tipi di malfunzionamento.

I mezzi più moderni risultano spesso più esposti a questo rischio, poiché montano sistemi di alimentazione estremamente sofisticati, pensati per operare con carburanti pienamente conformi agli standard richiesti. Quando si verifica una contaminazione, le conseguenze possono spaziare da semplici difficoltà di avviamento e cali di rendimento fino a guasti gravi che richiedono riparazioni onerose.

Le verifiche messe in campo dalla Guardia di Finanza

A seguito dell’inchiesta giornalistica e delle segnalazioni raccolte presso i meccanici, la Guardia di Finanza ha dato il via a una campagna di controlli sui distributori di carburante presenti nella Capitale.

Le verifiche toccano molteplici aspetti: dalla correttezza dei prezzi esposti alla loro corrispondenza con quanto dichiarato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, fino alla qualità effettiva del prodotto distribuito.

Gli agenti delle Fiamme Gialle controllano l’eventuale presenza di liquidi estranei nei serbatoi e prelevano campioni di carburante direttamente dalle colonnine, successivamente sottoposti ad analisi di laboratorio per verificarne la conformità alle norme vigenti.

Secondo quanto reso noto dalla Guardia di Finanza, nei primi mesi dell’anno il comando provinciale di Roma avrebbe già confiscato decine di tonnellate di prodotto non a norma.

Sulla questione è intervenuto anche il Codacons, che ha sollecitato controlli ancora più rigorosi lungo tutta la rete dei distributori. L’associazione a tutela dei consumatori ha sottolineato come la commercializzazione di carburante alterato possa integrare diverse fattispecie di reato, e che gli automobilisti, oltre a pagare per un prodotto scadente, rischiano di dover affrontare spese consistenti per riparare i danni subiti dal veicolo.

Il nodo cruciale resta però che, per chi fa il pieno, non è affatto facile accorgersi subito se benzina o gasolio siano contaminati, poiché servono strumenti e analisi tecniche specifiche per accertarlo.

Come comportarsi in caso di sospetto carburante alterato

Se dopo aver fatto rifornimento l’auto manifesta problemi improvvisi, è opportuno:

  • conservare lo scontrino o la ricevuta del rifornimento effettuato
  • smettere immediatamente di utilizzare il veicolo se compaiono anomalie
  • rivolgersi a un’officina di fiducia per un controllo tecnico approfondito
  • documentare fotograficamente eventuali danni e conservare la perizia del meccanico
  • segnalare quanto accaduto al gestore del distributore e, se opportuno, alle autorità competenti

Fonte: Adnkronos