Siamo alle porte dell’autunno, e questa stagione porta con sé un regalo speciale per gli amanti del cielo: la Luna del Raccolto, il primo plenilunio della stagione dei colori caldi e delle foglie che cadono. Il prossimo 26 settembre, il nostro satellite naturale raggiungerà la fase di massima pienezza esattamente alle 18.48, ora italiana. Tuttavia, per godersela in tutto il suo splendore, sarà meglio attendere il calare del sole. Un appuntamento astronomico da non perdere!
Da dove nasce il nome luna del raccolto
Il plenilunio di settembre prende il nome di Luna del Raccolto quando cade nella data più prossima all’equinozio d’autunno, che nel 2026 si verificherà il 23 settembre alle 02.05, ora italiana. Questo significa che tale fenomeno lunare non cade sempre nel mese di settembre: talvolta può manifestarsi anche in ottobre, come già accaduto nel 2020.
La denominazione affonda le sue radici, come accade per molte altre lune piene, nelle usanze dei popoli nativi americani. In particolare, furono le tribù degli Algonchini, le più diffuse sul territorio, a coniare questo nome. Il motivo risiede nell’intensa attività di mietitura che caratterizzava questo periodo, spesso protratta fino a notte grazie alla luce intensa donata dalla luna piena, particolarmente apprezzata per questo scopo.
Va detto però che gli Algonchini non furono gli unici a battezzare questo evento celeste. Diverse tradizioni indigene coesistono e talvolta si intrecciano tra loro: questo stesso plenilunio viene infatti chiamato anche Luna del Mais, poiché tra i raccolti tipici di settembre spiccava proprio questo cereale.
Quando e come osservare la luna del raccolto nel 2026

Il momento esatto della piena si verificherà il 26 settembre alle 18.48, ora italiana. Per apprezzarla al meglio, però, conviene aspettare che il sole tramonti (la mappa celeste mostra la situazione del 26 settembre 2026 verso le 21.00).
Sarà necessario orientare lo sguardo verso l’orizzonte in direzione Est-Sud-Est, puntando verso la costellazione dei Pesci. Con l’ausilio di un buon binocolo, o meglio ancora di un piccolo telescopio, e in presenza di condizioni meteo favorevoli, sarà possibile individuare anche Saturno nel cielo notturno. Un evento astronomico doppio, dunque: il passaggio di stagione segnato dall’equinozio unito a uno dei pleniluni più suggestivi dell’intero anno.
Un’occasione da non lasciarsi scappare!
