Luce e buio perfettamente uguali? Non succede all’equinozio

equilux

Ogni volta che si avvicina l’autunno, si sente ripetere che con l’equinozio il giorno e la notte durano esattamente lo stesso numero di ore. In realtà le cose stanno diversamente. Il vero istante in cui luce e oscurità si equivalgono ha un nome preciso, poco conosciuto: equilux, detto anche equiluce. E nel 2026, sul territorio italiano, questo momento arriverà con qualche giorno di ritardo rispetto all’avvio ufficiale della stagione autunnale.

Perché l’equinozio non coincide con le 12 ore di luce e 12 di buio

Il termine equinozio arriva dal latino aequinoctium, che significa “notte uguale”, e suggerisce l’idea che giorno e notte si dividano equamente le 24 ore. Tuttavia, osservando i dati reali, la situazione è leggermente diversa. Nel 2026 l’equinozio d’autunno cadrà il 23 settembre: sarà il momento in cui il Sole attraverserà l’equatore celeste, segnando l’inizio ufficiale dell’autunno astronomico nell’emisfero boreale. Eppure, in quella precisa giornata, nella maggioranza dei territori le ore di luce supereranno ancora leggermente le 12. La spiegazione va cercata in alcuni fenomeni fisici e astronomici ben precisi.

Cos’è realmente l’equilux e il motivo del suo ritardo

L’equilux rappresenta il giorno in cui il tempo trascorso tra l’alba e il tramonto si avvicina davvero alle 12 ore, rendendo il periodo di luce quasi identico a quello di buio. Lo scarto rispetto all’equinozio si spiega principalmente con due fattori.

Il primo riguarda la rifrazione atmosferica: l’atmosfera del nostro pianeta devia leggermente i raggi solari, permettendoci di scorgere il Sole anche quando, matematicamente, si trova già poco sotto la linea dell’orizzonte. Questo effetto anticipa l’alba e ritarda il tramonto. Il secondo fattore riguarda invece la metodologia di calcolo: si considera infatti l’istante in cui il bordo superiore del disco solare appare o sparisce all’orizzonte, e non il suo punto centrale. Ne consegue che la giornata dell’equinozio finisce per durare qualche minuto in più delle canoniche 12 ore.

Quando cadrà l’equilux in Italia nel 2026

La data dell’equiluce varia a seconda della latitudine: non si verifica nello stesso istante su tutto il pianeta, e nemmeno in modo uniforme tra le diverse zone d’Italia. Nel nostro Paese, per il 2026, l’evento si collocherà tra il 25 settembre (nelle regioni settentrionali) e il 27 settembre (in quelle meridionali), dunque a distanza di pochi giorni dall’equinozio del 23 settembre.

Le zone geografiche più prossime all’equatore raggiungono questo bilanciamento in tempi più rapidi, mentre man mano che ci si sposta verso latitudini più elevate lo sfasamento temporale tra equinozio ed equilux tende ad ampliarsi.

Dopo l’equiluce le notti si allungano progressivamente

Una volta superato l’equilux, nell’emisfero nord le ore di buio continueranno a crescere fino al solstizio d’inverno, fissato per il 21 dicembre 2026. Sarà la giornata con il minor numero di ore di luce dell’intero anno solare, dopodiché il ciclo inizierà lentamente a invertirsi, riportando giorni via via più lunghi.

L’equilux resta quindi una piccola curiosità nel calendario astronomico, ma porta con sé un insegnamento interessante: perfino fenomeni che appaiono semplici e perfettamente calcolabili, come l’avvicendarsi delle stagioni, nascono da un delicato equilibrio tra il movimento terrestre, l’irraggiamento solare e le caratteristiche fisiche del nostro pianeta.