Webb svela la Nebulosa del Leone con dettagli mai visti prima

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La Nebulosa del Leone (NGC 2392) è stata immortalata ancora una volta poco prima della sua futura dissoluzione: gli scatti, realizzati questa volta grazie al telescopio spaziale Webb, risultano straordinariamente più definiti rispetto a quelli catturati nel 2020 dal telescopio Hubble, merito di una risoluzione senza precedenti.

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Cos’è la nebulosa del leone

Come illustrato dalla Nasa, la NGC 2392 rappresenta una nebulosa planetaria la cui formazione è iniziata circa 10.000 anni fa, quando la stella in fase di estinzione ha cominciato a rilasciare materia nello spazio circostante. Questa struttura è costituita da due lobi di materia dalla forma ellittica che si estendono al di sopra e al di sotto della stella morente.

Secondo gli studiosi, un anello di materiale ad alta densità posizionato attorno all’equatore stellare, espulso durante la fase di gigante rossa dell’astro, avrebbe determinato la particolare conformazione della nebulosa. Questa massa compatta di materiale si sposterebbe lentamente a una velocità di circa 115.000 chilometri orari, ostacolando i venti stellari veloci nel loro tentativo di spingere la materia verso l’equatore. Al contrario, i venti che viaggiano a 1,5 milioni di chilometri orari sarebbero in grado di spazzare via il materiale posto sopra e sotto l’astro, dando origine alle caratteristiche bolle allungate.

Il nome Nebulosa del Leone deriva dalla sua conformazione, che richiama il volto del sovrano della savana, e questo corpo celeste si colloca a circa 5.000 anni luce dal nostro pianeta, all’interno della costellazione dei Gemelli. Il primo scatto ad alta risoluzione di questo oggetto cosmico risale al 10 e 11 gennaio 2000, realizzato tramite la Wide Field and Planetary Camera 2 montata sul telescopio spaziale Hubble. L’immagine, ottenuta nello spettro della luce visibile, ha permesso per la prima volta di osservare particolari come la caratteristica “criniera” composta da formazioni nebulose dalla forma di cometa.

Gli scatti realizzati dal telescopio spaziale James Webb

Il telescopio spaziale James Webb targato NASA ha recentemente acquisito nuove fotografie di NGC 2392, decisamente più nitide e ricche di particolari grazie alla sua avanzata capacità di risoluzione: la nebulosa occupa la posizione centrale, presenta una forma tondeggiante e evoca la testa di un leone maschio. Nel cuore della struttura è visibile un piccolo cerchio dai toni bianco-rosati con otto punte di diffrazione, corrispondente a una nana bianca, circondata da bolle cavernose color rosa-violaceo e anelli che ricordano conchiglie.

L’insieme di bolle e conchiglie compone collettivamente una forma ovale, arricchita da due piccoli archi ampi nella parte superiore che rimandano al muso e alle orecchie di un felino. Ciò che appare estendersi dal muso leonino è invece un anello spesso di materiale dai toni blu-violacei, assimilabile a una criniera.

La zona più prossima al muso presenta contorni più sfumati, mentre i margini della criniera sembrano formati da agglomerati di polvere dotati di code simili a quelle delle comete. Nello sfondo dell’immagine si scorgono infine galassie e astri lontani: alcuni si manifestano come punti luminosi dalle tonalità gialle e arancioni, altri esibiscono strutture a spirale, mentre altri ancora mostrano evidenti punte di diffrazione.

Il telescopio spaziale James Webb targato NASA ha immortalato la nebulosa planetaria NGC 2392, conosciuta come Nebulosa del Leone, impiegando gli strumenti NIRCam e MIRI dell’osservatorio. I residui della stella centrale determinano l’architettura della nebulosa, compresa una bolla di gas ionizzato e polvere dalla forma di criniera, paragonabile al muso felino.

Osservando superficialmente, la conformazione complessiva della nebulosa nelle immagini infrarosse catturate da Webb, ottenute tanto con la NIRCam (Near Infrared Camera) quanto con il MIRI (Mid Infrared Instrument), potrebbe apparire analoga alla precedente fotografia in luce visibile realizzata da Hubble. Tuttavia, la prospettiva infrarossa offerta da Webb mette in risalto elementi come ammassi compatti di polvere e una nebulosa composta da gas ionizzato: questa combinazione di gas e polvere ha richiesto diverse migliaia di anni per assumere la configurazione attuale, e i suoi componenti continuano tuttora a trasformarsi.

L’origine di queste incessanti trasformazioni e la spiegazione dell’aspetto peculiare della Nebulosa del Leone risiede nel suo nucleo: i resti di un astro in fase di estinzione. Nonostante la somiglianza con il naso a bottone di un leone, è proprio la sua energia, unita alle radiazioni emesse, ad alimentare le complesse strutture visibili nell’immagine.

Gli scatti di Webb hanno dunque “immobilizzato” temporaneamente questa nebulosa planetaria, sebbene il processo di dissoluzione stellare e i suoi effetti turbolenti proseguano tuttora: NGC 2392 continuerà infatti a trasformarsi progressivamente man mano che gas e polvere si allontaneranno ulteriormente dal nucleo stellare. Secondo le stime degli astronomi, l’intera struttura si dissolverà completamente nell’arco di circa 10.000 anni, un lasso di tempo relativamente contenuto se paragonato alle scale temporali astronomiche.

Uno spettacolo davvero straordinario!

Fonti: NASA / NASA Webb Telescope/Instagram