Per ventiquattro mesi Venus ha fatto ciò che i felini sanno fare meglio di chiunque altro: adattarsi alle circostanze. Nata con una deformità congenita agli arti posteriori, priva della porzione finale delle zampe, questa gattina aveva imparato a spostarsi appoggiando direttamente i monconi sul terreno. Correva, si divertiva, tentava di arrampicarsi. Con il tempo, però, quello sfregamento costante ha iniziato a causarle lesioni dolorose.
Oggi una delle sue zampe si conclude con qualcosa di totalmente inedito: un dispositivo in titanio realizzato su misura, ancorato all’osso e pensato per reggere una protesi vera e propria. Nel giro di circa trenta giorni è previsto anche il secondo intervento chirurgico. Grazie a questo percorso, Venus, appena due anni di età, è diventata la prima felina bionica della Spagna.
Tutto ha avuto origine a Foios, cittadina nei dintorni di Valencia. Venus aveva soltanto un mese quando Vanesa scoprì l’esistenza di una cucciolata nata accanto a uno stabilimento industriale, tra cui quella micina dalle zampe posteriori così particolari. L’idea iniziale era ospitarla temporaneamente. Ma, come spesso capita con i gatti, le cose sono andate diversamente: Venus non se n’è più andata.
Due dispositivi progettati specificamente per lei
Con il trascorrere dei mesi, la situazione è peggiorata visibilmente. Il contatto diretto dei monconi con il suolo causava continue abrasioni, infiammazioni e ferite. Per questo motivo la famiglia ha cominciato a valutare soluzioni che consentissero a Venus di trasferire il peso corporeo su due nuovi punti d’appoggio, permettendole di muoversi senza ulteriori traumi ai tessuti.
È nata da questa esigenza l’idea delle due protesi osteointegrate. La campagna di raccolta fondi dedicata a Venus descrive un iter piuttosto complesso: i dispositivi devono essere realizzati calcolando con precisione le dimensioni delle sue ossa, per poi essere impiantati chirurgicamente nelle tibie. Il primo intervento è durato circa quattro ore, condotto dal team del veterinario ortopedico Antonio Cañadillas, esperto in traumatologia e chirurgia ortopedica per animali di piccola taglia.
Il termine “bionica”, va precisato, non implica che Venus abbia acquisito improvvisamente motori o sensori sofisticati. Semplicemente, la componente interna del dispositivo è realizzata in titanio e viene fissata saldamente all’osso; la parte esterna, invece, servirà a collegare la protesi vera e propria su cui la gatta potrà appoggiarsi.
La sfida di imparare a muoversi con la nuova zampa
L’operazione rappresenta solamente il primo passo. Venus dovrà attraversare una fase di convalescenza, lasciare che i tessuti si consolidino intorno all’impianto e successivamente riabituarsi a distribuire il peso su un arto che fino a poco tempo prima terminava molto prima del previsto.
Le protesi osteointegrate applicate agli animali rimangono una tecnica altamente specialistica e ancora piuttosto rara. La letteratura veterinaria disponibile racconta di animali che, dopo intervento e riabilitazione, sono riusciti a recuperare l’uso funzionale dell’arto, sebbene il percorso richieda monitoraggi costanti proprio perché l’impianto attraversa sia la pelle che l’osso. Una ricerca clinica pubblicata su Veterinary Surgery, ad esempio, ha documentato l’impiego di impianti intraossei transcutanei su cani amputati e il conseguente recupero funzionale osservato. Per Venus, questo si traduce in numerose visite di controllo, medicazioni frequenti e tanta pazienza. Successivamente sarà il turno della seconda zampa.
Quasi diecimila euro raccolti grazie alla solidarietà
Esiste anche un ostacolo decisamente meno tecnologico del titanio: il fattore economico. Il preventivo iniziale indicato nella campagna organizzata per lei superava i 7mila euro soltanto per le protesi personalizzate. Considerando gli interventi chirurgici e l’intero percorso veterinario, la famiglia stima una spesa totale vicina ai 10mila euro. Per raggiungere questa cifra sono arrivate donazioni spontanee e iniziative benefiche dedicate interamente alla micia. Il primo capitolo del progetto, ormai, si è concretizzato in una zampa autentica che Venus dovrà imparare a utilizzare.
Se tutto procederà secondo i piani, dopo il secondo intervento Venus potrà finalmente camminare senza più appoggiare i monconi direttamente sul pavimento. E chissà, magari tornerà a dedicarsi ad attività decisamente più feline: correre, saltare e raggiungere quei luoghi in cui, francamente, nessuno aveva particolare voglia di vederla arrivare.
