Nebraska, piccolo scopre fossile marino vecchio 350 milioni di anni

fossile trovato in Nebraska

Leo Youngdahl ha solo sei anni, ma coltiva già una grande passione per i fossili e l’abitudine di raccogliere pietre durante le sue passeggiate. Mentre esplorava lo Schramm Park, nello Stato americano del Nebraska, ha notato un sasso di dimensioni notevoli e ha deciso di girarlo, nella speranza di scovare tracce di creature preistoriche. Sulla sua superficie è apparsa un’impronta lunga circa sette centimetri, lasciata da un organismo vissuto quando quella regione degli Stati Uniti era interamente sommersa dalle acque marine. Si trattava di un fossile risalente a circa 350 milioni di anni fa, appartenente a una famiglia di animali marini di cui in Nebraska non si registravano nuove scoperte da oltre cinque decenni.

Il ritrovamento, avvenuto nel tardo agosto 2026 e annunciato ufficialmente il 13 ottobre dalla Nebraska Game and Parks Commission, ha stupito persino gli specialisti del parco. Lo stesso Leo, sulle prime, aveva pensato di aver trovato le squame ventrali di un serpente.

Un ritrovamento inaspettato durante la ricerca di un fossile comune

Quel pomeriggio Leo stava partecipando a Rafting and Rocks, un progetto didattico organizzato all’interno dello Schramm Park State Recreation Area, non lontano dalla cittadina di Gretna. Il piccolo, che vive a Eagle, sperava di imbattersi in un crinoide, una creatura marina appartenente al gruppo degli echinodermi, la stessa famiglia a cui appartengono le stelle marine. I crinoidi non sono rari tra le rocce di quella zona e Leo, avendone già osservati altri, sapeva esattamente cosa stava cercando. Ma quando ha rovesciato quel masso, si è ritrovato davanti qualcosa di completamente diverso: una serie regolare di piccoli segni disposti come le lische di un pesce.

Ha così portato il reperto a Kelly Ekue, educatrice ambientale dello Schramm Education Center. La specialista accompagna i turisti alla scoperta dei fossili locali da oltre sette anni e conosce perfettamente le sei principali categorie rinvenibili nel parco. Quella pietra, tuttavia, non corrispondeva a nessuna delle sei tipologie conosciute. L’impronta era più ampia del normale e ricordava vagamente la forma di un pesce, un dettaglio piuttosto insolito dato che le rocce di quell’area custodiscono generalmente fossili di invertebrati marini.

Ekue ha scattato alcune foto del masso e le ha inviate a un geologo. Le immagini sono arrivate anche a Shane Tucker, paleontologo presso lo University of Nebraska State Museum, e a Bob Diffendal, geologo e professore emerito dell’Università del Nebraska-Lincoln. L’analisi ha permesso di identificare con certezza un conulariide, una creatura marina ormai estinta imparentata con le meduse. Un esito sorprendente, considerando che Leo era partito alla ricerca di tutt’altro animale.

Una lontana parente delle meduse scomparsa 350 milioni di anni fa

I conulariidi rappresentavano organismi dalle caratteristiche davvero particolari. Possedevano un corpo molle protetto da una sottile struttura esterna, tipicamente allungata e a quattro facce, con una forma che ricordava una piramide capovolta. Il loro guscio era attraversato da fini costolature capaci, in condizioni specifiche, di imprimersi nei sedimenti circostanti. Esattamente come è accaduto con l’impronta ritrovata da Leo, caratterizzata da quel tipico motivo a lisca di pesce.

Questi animali popolavano i mari antichi centinaia di milioni di anni fa, ma le tracce fossili rinvenute in Nebraska risultano estremamente scarse. Il corpo molle e il rivestimento sottile tendevano a decomporsi rapidamente, prima ancora che i sedimenti potessero fissarne definitivamente l’impronta. Secondo quanto riportato dalla Nebraska Game and Parks Commission, gli unici altri esemplari noti nello Stato risalivano a oltre 55 anni fa, rinvenuti nelle aree di Louisville e Weeping Water.

Il ritrovamento di Leo arricchisce dunque il patrimonio paleontologico della regione, frutto della scelta quasi casuale tra le numerose pietre sparse nel parco. Oggi il Nebraska è noto principalmente per le sue vaste pianure e i terreni destinati all’agricoltura. Circa 350 milioni di anni fa, però, l’area dove oggi sorge lo Schramm Park era coperta da un mare salato, abitato da una grande varietà di invertebrati.

Le formazioni rocciose affioranti risalgono proprio a quell’epoca remota e conservano ancora le testimonianze degli organismi che popolavano quelle acque. È proprio dal contesto geologico dell’area che viene stimata l’età del fossile, conservato all’interno del calcare. La maggior parte dei reperti visibili nello Schramm Park ha dimensioni ridotte, spesso inferiori a quelle di una moneta. Quello scoperto da Leo, invece, raggiunge quasi sette centimetri: una grandezza sufficiente ad attirare prima l’attenzione di un bambino di sei anni, poi quella dei paleontologi.

Il reperto resterà nel parco, Leo non smetterà di cercare

A colpire particolarmente Kelly Ekue è stato il fatto che il piccolo avesse riconosciuto qualcosa di anomalo e avesse scelto di mostrarlo a una persona competente nel settore. Leo, dal canto suo, si è mostrato entusiasta sia per le dimensioni che per lo stato di conservazione del fossile. Non aveva mai rinvenuto un esemplare così grande e integro. Gli è stato spiegato che si tratta di una scoperta persino più rara di un osso di mammut.

Il masso rimarrà custodito allo Schramm Park, dove sarà impiegato nelle attività didattiche per illustrare ai visitatori le creature che abitavano gli antichi mari del Nebraska. Il piccolo esploratore, dal canto suo, continuerà le sue ricerche, condividendo le scoperte più significative anche con Heidi Swanson, naturalista del vicino Platte River State Park.

Chi desiderasse tentare un’impresa simile può visitare il parco e osservare liberamente gli affioramenti rocciosi, anche se è vietato l’utilizzo di picconi e pale, e va ricordato che alcuni reperti naturali non possono essere asportati. Meglio quindi portare con sé una macchina fotografica. Leo, intanto, ha già realizzato qualcosa che molti adulti appassionati di fossili, impegnati da tempo nella ricerca nello stesso luogo, avrebbero sognato di trovare.

Fonte: Nebraska Game and Parks Commission