IRIS, il robot per l’autismo inventato da studenti pugliesi

Iris robot autismo

Un progetto innovativo dal grande valore sociale ha trionfato alle finali nazionali dei Campionati di Robotica 2026, che si sono svolte tra l’11 e il 12 maggio nelle città romagnole di Cattolica e Rimini. L’evento, patrocinato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha visto competere ottantaquattro scuole rappresentanti diciotto diverse regioni del territorio nazionale.

Tra le 120 formazioni partecipanti e le sette che hanno raggiunto la finale, il primo posto nella sezione “Gioca ed emoziona” è andato al Liceo Scientifico Albert Einstein di Molfetta. Il gruppo pugliese, chiamato “Einstein Robot” e composto dagli alunni Ilaria Tedeschi, Mattia dell’Olio e Sergio Tamborra, coordinati dalla docente Giacoma Anna Salvemini, ha impressionato la commissione aggiudicandosi la medaglia d’oro e l’iscrizione all’Albo nazionale delle eccellenze.

Caratteristiche tecniche e significato simbolico di IRIS

Il protagonista di questa vittoria si chiama IRIS (Interactive Robot for Inclusive Support), un dispositivo robotico progettato per scopi educativi e terapeutici, ideato dalla professoressa Salvemini e realizzato concretamente da un gruppo di venti ragazzi appartenenti a sei classi differenti. Il progetto combina tecnologia avanzata con una forte componente etica: il nome evoca sia la struttura dell’occhio che filtra gli stimoli visivi, sia la figura mitologica dell’iride che collega dimensioni diverse.

Il robot è dotato di un sistema LED per esprimere stati emotivi attraverso segnali luminosi, segnali acustici prodotti da buzzer e una voce artificiale empatica, realizzata utilizzando la piattaforma di intelligenza artificiale conversazionale Piper e ottimizzata tramite tecniche di machine learning. Alla base della struttura fisica sono state posizionate venti pietre con incisioni simboliche riportanti concetti fondamentali come rispetto, empatia, ascolto e comprensione, per conferire un’identità valoriale al sistema tecnologico.

Percorso formativo e applicazione concreta del progetto

Il successo di IRIS è il risultato di un’iniziativa didattica multidisciplinare che ha integrato i moduli del Piano Nazionale chiamati “Io robot”, seguiti dalla tutor Sara Minervini, e il programma sul Machine Learning coordinato dal professor Ruggero Sguera. L’iniziativa ha incluso anche tematiche di educazione civica legate ai principi costituzionali e agli obiettivi dell’Agenda 2030 per contrastare gli stereotipi di genere, sotto la guida della professoressa Maria de Bartolo.

Il vero punto di forza di IRIS è stata la sua sperimentazione diretta sul territorio. Grazie a un accordo formale con la Cooperativa “Mi stai a cuore”, il dispositivo ha lasciato gli ambienti scolastici per essere utilizzato concretamente con minori affetti da disturbi dello spettro autistico. Attraverso routine prevedibili e attività ludiche come il gioco “Simon luci”, l’automa ha fornito un mezzo di interazione rassicurante e affettuoso, riducendo significativamente i livelli di ansia. Il riconoscimento finale della dirigente Giuseppina Bassi ha coronato un traguardo raggiunto proprio in concomitanza con l’avvio degli Snodi Formativi Territoriali dedicati all’Intelligenza Artificiale.