Il documento d’identità fisico può rimanere a casa. Sullo smartphone arriva una versione digitale che consente di attestare la propria identità e, in numerose situazioni, è sufficiente dimostrare semplicemente la maggiore età senza dover condividere informazioni personali come nome completo, residenza o data esatta di nascita. È quanto promette l’ID Pass, la nuova funzionalità annunciata da Google per Google Wallet che, secondo le prime indicazioni, arriverà nel nostro Paese prima della fine dell’estate. L’annuncio è stato fatto il 4 giugno ad Amsterdam, in occasione del Money 20/20 Europe, uno degli eventi più rilevanti nel settore dei pagamenti digitali. Nel post ufficiale Google ha dichiarato che l’estensione degli ID digitali riguarderà “alcuni Stati membri dell’Unione Europea” entro l’estate, senza però fornire ulteriori dettagli. A rivelare quali Paesi saranno coinvolti (Italia, Spagna, Francia, Irlanda ed Estonia) è stata Biometric Update, pubblicazione specializzata in identità digitale, che ha citato la scansione del passaporto come sistema per creare il documento.
Procedura di attivazione
Il processo, già collaudato negli Stati Uniti e nel Regno Unito, necessita di uno smartphone Android dotato di tecnologia NFC e si completa attraverso tre fasi: innanzitutto occorre scattare una foto alla pagina contenente i dati personali del passaporto, successivamente avvicinare il documento al telefono affinché venga letto il chip biometrico integrato e infine realizzare un breve video selfie per il riconoscimento del volto. Una volta completata la verifica, il documento digitale viene crittografato e conservato nella memoria sicura del dispositivo. Google ha chiarito che i dati non vengono caricati sul cloud né passano attraverso i propri server, rimanendo esclusivamente sul telefono.
Il vantaggio principale: condividere solo il necessario
L’aspetto innovativo non risiede nella digitalizzazione in quanto tale, ma nella cosiddetta verifica mirata. Attualmente, per confermare di possedere l’età minima richiesta su un portale che commercializza contenuti per adulti o su una piattaforma con restrizioni di accesso, si finisce spesso per mostrare un documento completo, contenente informazioni che non hanno alcuna attinenza con la richiesta specifica. L’ID Pass rovescia questo approccio, poiché trasmette esclusivamente l’informazione richiesta (ad esempio, sì, ho superato i diciotto anni) e mantiene riservato tutto il resto. Lo stesso meccanismo si applicherà per l’autenticazione su piattaforme di commercio elettronico, l’attivazione di una scheda SIM o il completamento delle verifiche richieste da istituti bancari e operatori del settore finanziario. Per quanto riguarda la verifica dell’età, Google ha annunciato anche una collaborazione con Sparkasse, gruppo bancario tedesco con oltre cinquanta milioni di clienti, primo partner nazionale in Europa per le credenziali anagrafiche.
Cosa non rappresenta: l’IT-Wallet è differente
È necessario chiarire un possibile fraintendimento. L’ID Pass di Google non corrisponde al portafoglio digitale statale, che è invece l’IT-Wallet, disponibile tramite l’applicazione IO e operativo per tutti i cittadini da dicembre 2024, che consente di digitalizzare patente di guida, tessera sanitaria e Carta europea della disabilità con piena validità legale. La distinzione è sostanziale, considerando che i documenti dell’IT-Wallet hanno valore nei controlli fisici (come un controllo stradale o in farmacia) mentre la versione proposta da Google è pensata per l’ambiente digitale e non rimpiazza né il documento cartaceo né il sistema pubblico. C’è poi il contesto europeo, destinato a trasformare l’intero scenario. Il regolamento UE 2024/1183, conosciuto come eIDAS 2.0 ed entrato in vigore il 20 maggio 2024, obbliga ciascuno Stato membro a fornire un portafoglio di identità digitale interoperabile (l’EUDI Wallet) entro la fine del 2026. L’IT-Wallet italiano rappresenta il tassello nazionale di questo sistema, e dovrà essere compatibile con i wallet degli altri ventisei Paesi.
Rimane un interrogativo aperto, il più rilevante: come si integrerà l’ID Pass di un’azienda privata come Google con l’infrastruttura pubblica europea in fase di realizzazione? La risposta dipenderà dalle decisioni di Bruxelles e dalla volontà delle piattaforme private di adottare gli standard comuni. Per il momento il passaporto entra nel telefono, quello che ne farà l’Europa si scoprirà nei mesi a venire.
