Arriva una notifica sullo smartphone, il classico messaggio allarmante accompagnato da una cifra modesta e l’invito a saldare subito il debito, altrimenti si rischia il blocco del mezzo o la perdita di punti sulla licenza di guida. In alternativa, può capitare di scoprire un documento sanzionatorio appoggiato sul cruscotto della propria vettura, completo di intestazione ufficiale, stemma comunale e codice QR che appare del tutto legittimo. Si tratta dell’inganno dei verbali fasulli, un fenomeno che ha colpito anche membri del nostro team editoriale. Secondo quanto riferito da Adoc, l’organizzazione dei consumatori collegata alla Uil, gli episodi stanno registrando un incremento significativo.
La questione non rappresenta una novità assoluta, tuttavia le statistiche relative al 2025 conferiscono al problema una dimensione preoccupante. Il documento annuale pubblicato dal CERT-AgID, ovvero la divisione dell’Agenzia per l’Italia Digitale incaricata di sorvegliare le minacce informatiche rivolte alla Pubblica Amministrazione, ha documentato durante l’anno 3.620 operazioni dannose, traducendosi in più di 50.000 segnalazioni di compromissione trasmesse agli enti pubblici. Fra i temi maggiormente utilizzati dai malintenzionati emergono consegne e pacchi, servizi bancari online, sanzioni e transazioni economiche. In modo particolare, il 2025 ha visto una vera esplosione di attacchi phishing che sfruttano il marchio PagoPA come richiamo, con 328 operazioni mirate che simulano richieste di regolarizzazione per presunte violazioni del codice stradale, intensificatesi soprattutto da maggio in poi. Il documento completo in formato PDF è consultabile attraverso il portale di AgID.
Il meccanismo della truffa
Lo schema digitale risulta elementare: chi cade nella rete riceve un messaggio di testo o una comunicazione elettronica contenente un collegamento che indirizza verso un portale realizzato per replicare quello autentico di PagoPA o di un’amministrazione territoriale. La schermata contraffatta acquisisce le informazioni dello strumento di pagamento o le chiavi d’accesso al conto corrente. La somma indicata viene mantenuta intenzionalmente contenuta, elemento che induce a procedere al versamento senza riflettere troppo a lungo (nell’immagine riportata sotto, il falso messaggio pervenuto a un membro della nostra redazione)

Parallelamente alla versione telematica si diffonde quella fisica, rappresentata da un verbale contraffatto depositato sul veicolo, dotato di simboli istituzionali, codici identificativi e codice QR che rimanda a una pagina fraudolenta. Anche in questa circostanza l’attenzione ai particolari è aumentata progressivamente, complicando la distinzione tra autentico e falsificato, perlomeno a un esame superficiale.
Gli indizi per identificare l’inganno
Adoc evidenzia diversi aspetti che svelano la frode, fra cui sbagli ortografici, registro comunicativo informale, simboli grafici di bassa qualità, informazioni incomplete (quali luogo e momento della presunta violazione), citazioni normative generiche o inesatte, e principalmente la sollecitazione a versare denaro attraverso collegamenti anziché mediante canali ufficiali.
È fondamentale tenere presente che PagoPA non trasmette mai solleciti di versamento tramite messaggi contenenti collegamenti diretti, poiché i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione si effettuano unicamente attraverso il sito ufficiale pagopa.gov.it oppure mediante le piattaforme delle amministrazioni locali.
Le azioni da intraprendere
Il principio fondamentale consiste nel non effettuare mai versamenti tramite collegamenti ricevuti via messaggio o posta elettronica. Qualora sorgano perplessità conviene evitare qualsiasi interazione, controllare autonomamente sul portale del Comune o dell’ente che presumibilmente avrebbe emesso la sanzione, e denunciare la comunicazione sospetta alla Polizia Postale. Chi ha già completato un pagamento deve contattare senza indugio il proprio istituto bancario per interrompere l’operazione o bloccare lo strumento di pagamento.
Merita ricordare, come evidenzia Adoc, che le sanzioni per infrazioni stradali vengono notificate per disposizione normativa mediante raccomandata al proprietario del mezzo, di conseguenza un verbale che giunge esclusivamente via messaggio di testo e/o posta elettronica costituisce già di per sé un campanello d’allarme.
