Eclissi solare del 12 agosto: dove vederla al meglio in Italia

eclissi solare

Oggi, 12 agosto 2026, poco prima delle venti, circa mezzo miliardo di persone punterà lo sguardo verso occidente nello stesso momento per assistere a un’eclissi di sole. Nel nostro paese il disco solare non verrà mai coperto interamente, ma in diverse zone del Nord-Ovest la porzione visibile scenderà sotto il 5%. Si tratta della prima eclissi solare totale che interessa il territorio europeo dal 1999. Il percorso della totalità parte dalla Siberia artica, prosegue attraverso l’oceano Glaciale passando vicino al Polo Nord, raggiunge la Groenlandia e l’Islanda occidentale, lambisce una porzione del Portogallo e termina in Spagna, dalla costa atlantica fino alle Baleari, come riportato dalla ricostruzione dell’Istituto nazionale di astrofisica. Nei territori posizionati sulla linea centrale, come l’Islanda o i pressi di Burgos, il sole scomparirà per circa due minuti. L’Italia si trova al di fuori di questa fascia e potrà quindi osservare solo un’eclissi parziale, che comunque promette di essere tra le più suggestive degli ultimi decenni.

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Un fenomeno non semplice da osservare

La ragione per cui il nostro paese assisterà solo alla fase parziale non riguarda unicamente la posizione geografica. Il fenomeno prende avvio verso le 19.30, con il sole già basso all’orizzonte, e raggiunge il suo picco intorno alle 20.20, quasi in coincidenza con il tramonto. La possibilità effettiva di osservare l’oscuramento dipende sia dalla percentuale di copertura sia dalla presenza di un orizzonte libero: una collina, un palazzo o anche una leggera bruma verso ovest-nordovest possono impedire completamente la visione. Per questo motivo l’INAF ha elaborato delle mappe che combinano i calcoli astronomici con la topografia italiana, segnalando i punti dove il sole coperto resterà osservabile fino all’ultimo momento. Le zone più favorevoli sono quelle a ovest e a nord della penisola, in particolare Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna, dove la copertura oltrepassa il 90%. Man mano che ci si sposta verso il Centro e il Sud, la percentuale si riduce insieme al tempo disponibile per l’osservazione, poiché in molte città il sole tramonta ancora prima che l’eclissi tocchi il suo massimo teorico.

Città Inizio Massimo Copertura
Torino 19:27 20:21 93,3%
Milano 19:27 20:20 92,3%
Genova 19:29 20:22 91,8%
Verona 19:27 20:20 91,7%
Venezia 19:27 20:19 91,3%
Firenze 19:30 20:20 83,4%
Roma 19:32 20:11 ~69%
Napoli 19:34 20:02 ~46%
Palermo 19:38 19:56 inferiore al 20%

Orari locali (CEST), calcolati dai portali specializzati timeanddate.com e ripresi dall’INAF; possono variare di qualche minuto in base al punto esatto di osservazione.

Montagna, laghi o mare: quale scegliere

Sulle Alpi occidentali l’altitudine è utile, ma non sufficiente da sola: occorre trovare un punto in cui l’orizzonte occidentale rimanga sgombro anche rispetto alle cime circostanti. Il Sestriere, ad esempio, grazie alla conformazione dei crinali che lo circondano, offre esattamente questo tipo di panorama. Anche sui grandi laghi lombardi vale una logica simile: le altezze sopra Bellagio, quelle di Brunate o le colline dietro Stresa consentono di superare il profilo dei monti sulla sponda opposta, con il beneficio aggiuntivo del riflesso dell’eclissi sulle acque. Chi preferisce il mare troverà condizioni più favorevoli sul lato tirrenico rispetto a quello adriatico, poiché solo la costa occidentale regala il tramonto, e dunque l’eclissi, proprio sopra la linea dell’orizzonte marino. La costa ovest della Sardegna, tra Alghero, Bosa, Oristano e Carloforte, combina un panorama aperto con una copertura solare superiore all’80%. Anche i centri urbani, del resto, possono rivelarsi ottimi punti di osservazione: una terrazza a Milano o a Torino con visuale libera verso occidente vale quanto una gita fuori città.

Precauzioni per osservarla senza rischi

Il fatto che l’eclissi si verifichi in prossimità del tramonto non diminuisce il pericolo per la vista. Sono indispensabili occhiali certificati ISO 12312-2, dato che i comuni occhiali da sole, per quanto scuri, non offrono una protezione adeguata alla retina, e guardare direttamente il sole può provocare danni permanenti. La medesima attenzione va posta da chi desidera immortalare il fenomeno (sia le fotocamere che i sensori necessitano di un filtro solare professionale in Mylar o ND100000) e da chiunque utilizzi lo smartphone, dove un piccolo filtro scuro applicato sulla lente previene sia danni al dispositivo che scatti totalmente sovraesposti. Chi resterà a casa potrà seguire l’evento in streaming: l’INAF trasmetterà una diretta a partire dalle 19.30 sul canale YouTube di EduInaf, con le riprese della fase totale raccolte in Spagna in collaborazione con Unione astrofili italiani e timeanddate.com.

Il prossimo evento, entro un anno

Chi dovesse perdere questa occasione ne avrà un’altra a breve distanza: il 2 agosto 2027 una nuova eclissi solare totale attraverserà il bacino del Mediterraneo, questa volta a vantaggio del Sud Italia. La fascia di totalità non toccherà il suolo italiano, ma passerà a circa venti chilometri dalla costa meridionale di Lampedusa, in acque territoriali; sull’isola, comunque, la copertura osservabile da terra si avvicinerà al 99,8%. Sarà, inoltre, l’eclissi totale più lunga del secolo, con una fase di massimo oscuramento che in alcune zone dell’Africa settentrionale supererà i sei minuti.