Per ammirare lo spettacolo celeste di giugno serve davvero poco: una vista sgombra verso occidente. Nessun edificio troppo elevato, niente rilievi che ostruiscano la visuale, nessuna nebbia posizionata proprio dove non dovrebbe. Lo show astronomico sarà accessibile anche dal nostro Paese, ma si svolgerà nella fascia bassa della volta celeste, quella zona che conserva ancora un po’ di chiarore subito dopo che il sole è calato. Chi dispone di una terrazza panoramica, una costa marina, un punto di osservazione elevato o una distesa campestre senza barriere visive partirà decisamente avvantaggiato.
Dal 9 al 17 giugno 2026, quattro corpi celesti – Venere, Giove, Mercurio e il nostro satellite naturale – comporranno una piccola coreografia vespertina osservabile senza strumenti ottici. L’appuntamento più significativo della prima metà mensile sarà l’incontro ravvicinato tra Venere e Giove, programmato per la serata del 9 giugno, quando i due astri erranti più brillanti risulteranno estremamente prossimi nella porzione occidentale della sfera celeste. Ancora più in basso, quasi a perfezionare la scena, comparirà Mercurio, sempre ostico da individuare per via della sua posizione radente all’orizzonte.
Direzione occidente
Per intercettarli dal territorio italiano occorrerà rivolgere lo sguardo verso ovest-nord-ovest nei minuti successivi al crepuscolo. Venere costituirà il punto di riferimento più immediato: splendente, nitida, decisamente più evidente rispetto alle stelle che cominciano appena a punteggiare il cielo serale. Giove le terrà compagnia nella medesima regione celeste, meno sfolgorante ma comunque facilmente identificabile. Mercurio, al contrario, si confermerà il più schivo del quartetto: presente e degno di nota, però rasente e fortemente condizionato dalla trasparenza atmosferica.
Stando al programma astronomico dell’Unione Astrofili Italiani, la serata del 9 giugno sarà consacrata proprio al trittico Venere-Giove-Mercurio, con una trasmissione in diretta programmata per le 20:45 in collaborazione con EduINAF. L’evento merita attenzione perché raduna i due pianeti più luminosi visibili dalla Terra e, appena sotto di loro, il pianeta più interno del nostro sistema planetario, quello che frequentemente si sottrae all’osservazione a causa della sua apparente vicinanza al Sole.
Mercurio, tra il 9 e il 15 giugno, attraverserà un periodo propizio per l’osservazione serale. Questo facilita le cose, senza renderlo un faro nel cielo. Sarà necessario cercarlo non appena il cielo acquisisce una tonalità sufficientemente scura, puntando lo sguardo rasente all’orizzonte occidentale. Un binocolo può risultare utile, a patto che venga impiegato esclusivamente dopo il tramonto completo e mai quando il Sole sia ancora presente nella zona di osservazione.
Il 17 si aggiunge la Luna
La seconda rappresentazione celeste arriverà alcune serate dopo. Il 17 giugno, concluso lo show del 9, la falce lunare crescente si accosterà a Venere, mentre Giove rimarrà nella stessa regione celeste e Mercurio farà capolino più in basso. La disposizione sarà visibile anche dal nostro Paese, sempre rispettando la medesima condizione pratica: orizzonte libero verso occidente e osservazione nelle prime ore serali.
La Luna mostrerà una falce sottile, quella lama luminosa che persiste brevemente e rende tutto più identificabile. Affiancata a Venere e Giove formerà una linea prospettica, con Mercurio a completare la porzione inferiore della composizione. Nella regione saranno presenti anche Castore e Polluce, le due stelle principali della costellazione dei Gemelli, preziose come punti di riferimento per chi possiede una certa familiarità con la volta stellata.
A questo punto è opportuno essere chiari: definire questo fenomeno come allineamento planetario è corretto, purché si comprenda che si tratta di una disposizione prospettica osservata dalla Terra. Venere, Giove e Mercurio saranno separati da distanze enormi nello spazio tridimensionale. A sembrare ravvicinata sarà esclusivamente la loro collocazione sulla sfera celeste, esattamente come accade durante le congiunzioni e gli avvicinamenti apparenti tra pianeti e Luna. Il firmamento, talvolta, sfrutta magistralmente la prospettiva.
Come assicurarsi di vederlo
La raccomandazione principale è uscire circa 30-45 minuti dopo il calar del sole e scrutare la regione occidentale del firmamento. Venere e Giove rappresenteranno gli astri più immediati da localizzare. Mercurio richiederà maggiore perseveranza, specialmente dai centri urbani, dove costruzioni, umidità atmosferica e inquinamento luminoso possono cancellare la fascia bassa dell’orizzonte. La Luna, il 17 giugno, renderà la composizione più agevole da individuare anche per chi osserva senza carte astronomiche.
Chi risiede in aree fortemente urbanizzate può tentare da un punto sopraelevato, magari una terrazza o un affaccio privo di ostacoli. Chi ha l’opportunità di spostarsi verso il litorale, la campagna o una collina con veduta aperta a occidente godrà di condizioni migliori. Il cielo buio è certamente d’aiuto, tuttavia in questo caso il requisito fondamentale rimane la prospettiva bassa e sgombra.
Lo spettacolo avrà durata limitata. Questi corpi celesti risulteranno prossimi al Sole dal nostro punto di osservazione e scenderanno rapidamente sotto la linea dell’orizzonte. Conviene arrivare informati, sapere in quale direzione guardare e concedersi alcuni minuti senza aspettarsi lo scatto perfetto al primo tentativo. Talvolta è sufficiente riconoscere Venere, poi Giove, poi quel puntino inferiore che tenta di resistere nel crepuscolo.
Giugno offre il contesto ideale: serate prolungate, temperatura gradevole, luminosità che si attenua gradualmente. La congiunzione planetaria sarà presente, bassa, discreta, molto più tangibile di certe immagini ritoccate che promettono firmamenti da osservatorio sopra qualsiasi balcone. Sarà sufficiente individuare una porzione di occidente senza barriere. Il cielo compirà il suo dovere. Noi, per una volta, possiamo semplicemente alzare lo sguardo.
Fonte: Unione Astrofili Italiani
