Il prossimo 12 agosto 2026 si verificherà un’eclissi solare totale che sarà visibile lungo una sottile fascia comprendente il nord della Russia, la Groenlandia, una porzione dell’Islanda, la Spagna e un piccolo tratto del Portogallo. Il resto del continente europeo, Italia inclusa, potrà osservare invece un fenomeno parziale. Si tratta di un evento astronomico piuttosto insolito: nella Penisola iberica un’eclissi totale non veniva registrata dal lontano 1912.
Verso le 19:30 il disco solare inizierà a essere progressivamente oscurato. Nel nostro Paese la Luna non riuscirà mai a coprirlo del tutto, ma nelle aree più favorite del Nord-Ovest e in Sardegna l’oscuramento potrebbe sfiorare il 95%. Il Sole scenderà poi verso l’orizzonte e, in numerose zone, tramonterà ancora prima che il fenomeno abbia raggiunto il suo apice.
Esiste anche un secondo scenario, decisamente meno suggestivo ma altrettanto interessante: mentre milioni di persone terranno gli occhi puntati verso il cielo, migliaia di impianti fotovoltaici sparsi in Europa vedranno crollare quasi simultaneamente la loro produzione. Gli operatori delle reti elettriche hanno predisposto previsioni straordinarie, riserve energetiche e un gruppo di lavoro dedicato. In sostanza, mentre la Luna compirà il suo naturale percorso, sarà compito della rete elettrica dimostrare la stessa efficienza.
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Le zone interessate dalla totalità il 12 agosto
Il corridoio della totalità attraverserà Groenlandia, Islanda e il nord della Russia, per poi proseguire sopra l’Atlantico e raggiungere infine la Penisola iberica. In territorio spagnolo il percorso si svilupperà da ovest verso est, toccando diverse città importanti come A Coruña, León, Bilbao, Saragozza e Valencia, fino ad arrivare alle Baleari.
Per chi ha la possibilità di viaggiare, la Spagna rappresenta dunque una delle mete europee più raggiungibili per assistere alla scomparsa totale del Sole. Esiste tuttavia un ostacolo non trascurabile: il momento della totalità coinciderà quasi con il tramonto, rendendo indispensabile un orizzonte occidentale completamente sgombro.
A A Coruña, ad esempio, la totalità si verificherà intorno alle 20:28 e durerà circa 76 secondi, con il Sole ancora a 12 gradi sopra l’orizzonte. A Burgos il fenomeno si protrarrà per poco più di novanta secondi, con il Sole a circa 8 gradi di altezza. A Palma di Maiorca, invece, il picco massimo arriverà verso le 20:32, quando il Sole sarà a soli 2 gradi dall’orizzonte. Basterà quindi un semplice rilievo montuoso nella direzione sbagliata per vanificare l’osservazione del gran finale. La durata massima della fase totale toccherà circa 2 minuti e 18 secondi, registrata nei pressi dell’Islanda.
Le regioni italiane più favorite per l’osservazione
Nel nostro territorio l’eclissi resterà un fenomeno parziale. Come già anticipato nella nostra guida sulla visibilità dell’eclissi del 12 agosto in Italia, le zone più avvantaggiate saranno principalmente quelle del Nord e dell’Ovest: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna.
Le cartografie elaborate dall’Istituto Nazionale di Astrofisica forniscono dettagli ancora più precisi. Il livello di copertura cresce spostandosi da sud-est verso nord-ovest: si passa da circa il 18% in Calabria a oltre il 93% tra Piemonte e Liguria, con punte intorno al 95% nel Ponente ligure e nella Sardegna nord-occidentale.
La percentuale, tuttavia, non racconta tutta la vicenda. Il fenomeno prenderà avvio verso le 19:30 e raggiungerà il massimo locale approssimativamente alle 20:20, momento in cui il Sole sarà molto basso all’orizzonte. Nelle regioni del Centro-Sud, il picco teorico cadrà in molte aree dopo il tramonto e risulterà quindi impossibile da osservare.
Più della città scelta, sarà decisivo il punto esatto da cui si sceglie di osservare. L’INAF suggerisce di orientarsi verso ovest-nord-ovest: pianure, coste e alture ben esposte offriranno condizioni migliori; al contrario, valli o zone con montagne poste a ovest risulteranno svantaggiate. Il consiglio più pratico, per quanto ovvio possa sembrare, è recarsi sul luogo prescelto prima del 12 agosto per verificare se, intorno alle 20, da quella posizione il Sole risulti ancora visibile.
Per chi si troverà bloccato da una montagna, dal maltempo o semplicemente resterà a casa, l’INAF trasmetterà una diretta a partire dalle 19:30, con riprese sia dall’Italia sia dalla fascia di totalità in territorio spagnolo.
Le precauzioni necessarie per osservare l’eclissi in sicurezza
Su questo punto le regole non ammettono eccezioni. In Italia non esisterà alcun momento in cui sarà possibile guardare il Sole direttamente a occhio nudo senza rischi, poiché l’eclissi rimarrà parziale dall’inizio alla fine. Anche quando resta visibile solo una sottile falce, la luce solare può provocare danni permanenti alla vista.
È necessario procurarsi occhiali o visori specifici per l’osservazione solare, conformi allo standard internazionale ISO 12312-2. I comuni occhiali da sole, per quanto scuri, non offrono protezione sufficiente. Lo stesso vale per radiografie, CD, vetri affumicati o altri accorgimenti improvvisati, che non diventano strumenti astronomici solo perché ce lo auguriamo.
Abbiamo trattato l’argomento più approfonditamente nella guida su quali occhiali scegliere per l’eclissi del 12 agosto. Vale la pena chiarire un dubbio comune riguardo ai vecchi occhiali del 1999: secondo l’American Astronomical Society, possono essere riutilizzati solo visori recenti, correttamente certificati e in condizioni perfette, indicando come limite di riferimento un’età massima di dieci anni. Gli occhiali conservati per 27 anni in un cassetto è meglio lasciarli lì dove sono.
Prima dell’utilizzo occorre verificare che la lente protettiva non presenti graffi, fori, strappi o distacchi. Gli occhiali devono essere indossati prima di rivolgere lo sguardo verso il Sole; per rimuoverli, bisogna prima girarsi dalla parte opposta. Particolare attenzione va prestata anche a fotocamere, telescopi e binocoli: indossare gli occhiali per eclissi davanti agli occhi non protegge dalla luce solare concentrata attraverso uno strumento ottico. In questi casi serve un filtro solare specifico da applicare davanti all’obiettivo.
La soluzione più semplice resta comunque l’osservazione indiretta: un piccolo foro praticato su un cartoncino permette di proiettare l’immagine del Sole su una superficie posta all’ombra. Si osserva la proiezione, mai il foro direttamente. Perfino gli interstizi tra le foglie degli alberi possono comportarsi come minuscole camere oscure, disegnando sul terreno numerose piccole falci solari.
Gli effetti sui pannelli solari e sulla rete elettrica
L’altro aspetto dell’eclissi si manifesterà nelle sale di controllo. Come già spiegato nell’approfondimento sulle conseguenze dell’eclissi sulla produzione fotovoltaica europea, secondo le stime di ENTSO-E, con cielo sereno, la produzione fotovoltaica potrebbe ridursi fino a 9,7 GW in Europa tra le 19:15 e le 21:30.
Il punto non è che i pannelli smettano bruscamente di funzionare. Essi seguono semplicemente la disponibilità di radiazione solare: la produzione diminuisce man mano che la Luna avanza davanti al disco solare, per poi tornare a variare quando l’ombra si allontana. Per chi gestisce una rete elettrica, però, ciò che conta davvero è la velocità e l’estensione territoriale di questa variazione.
Il fotovoltaico oggi copre circa il 13% della produzione elettrica dell’Unione europea, secondo i dati 2025 citati da ENTSO-E. Una variazione astronomica breve e prevedibile è quindi diventata, a tutti gli effetti, un evento da inserire nel piano operativo della rete.
Le conseguenze più significative sono attese in Spagna e Germania. Red Eléctrica prevede per la Penisola iberica un calo massimo di circa 5 GW, equivalente a circa il 13% della domanda massima di un normale mercoledì di agosto. Il gestore spagnolo precisa comunque di non prevedere criticità nella copertura dei consumi: l’eclissi coinciderà con il momento in cui il fotovoltaico è già naturalmente in calo serale, lontano dal picco tipico della domanda.
I gestori europei hanno comunque preparato adeguatamente le proprie reti: gli operatori delle sale di controllo sono stati informati, le previsioni sulla produzione fotovoltaica vengono aggiornate con maggiore frequenza, è stato rafforzato il coordinamento tra i vari Paesi e sono stati sospesi alcuni interventi programmati che avrebbero potuto ridurre il margine operativo disponibile. ENTSO-E ha inoltre attivato una task force specifica per l’occasione.
Un blackout causato dall’eclissi non rientra quindi tra gli scenari previsti dagli operatori. La riduzione di produzione è sufficientemente rilevante da richiedere un’adeguata preparazione, ma si tratta di un evento con orario, traiettoria e durata perfettamente noti in anticipo. Raramente un calo di quasi 10 GW ha avuto un appuntamento fissato con così largo anticipo.
Dopo il tramonto arriva anche lo sciame delle Perseidi
Il 12 agosto il cielo non si spegnerà insieme al Sole. Come raccontato nella guida agli eventi astronomici di agosto 2026, siamo anche nel periodo migliore per osservare le Perseidi.
L’International Meteor Organization colloca il picco dello sciame meteorico al 13 agosto, e quest’anno si verifica una coincidenza particolarmente fortunata: il 12 agosto cade la Luna nuova, quindi il cielo notturno non sarà disturbato dalla sua luminosità.
Prima assisteremo a una falce di Sole che sparisce oltre l’orizzonte, poi, qualche ora più tardi, un cielo scuro solcato dalle stelle cadenti. Per il primo spettacolo servono gli occhiali giusti. Per il secondo, finalmente, basterà alzare lo sguardo verso l’alto.
