Batterie sostituibili UE: ecco i dispositivi esclusi dall’obbligo

batterie smartwatch

Tutti abbiamo vissuto questa situazione: una piccola batteria smette di funzionare correttamente e trascina con sé un intero apparecchio ancora perfettamente utilizzabile. A partire dal 18 febbraio 2027, il Regolamento europeo sulle batterie dovrebbe interrompere questo circolo vizioso: chiunque immetta un prodotto sul mercato europeo, con smartphone e tablet in prima linea, sarà tenuto a garantire che la batteria portatile possa essere estratta e sostituita agevolmente direttamente dagli utenti.

La norma non è ancora operativa, ma le prime eccezioni sono già state definite. Il 14 luglio 2026 la Commissione europea ha approvato il primo regolamento delegato, introducendo sei categorie di prodotti che beneficeranno di deroghe specifiche. Al primo posto troviamo smartwatch e fitness tracker, a cui si aggiungono giocattoli elettrici, termometri da cucina con sonda e altri dispositivi ben lontani dall’uso quotidiano domestico.

Il quadro temporale parla chiaro: la regola generale scatterà nel 2027, mentre le eccezioni sono già pronte nel 2026. Ciononostante, la possibilità di sostituire la batteria dovrà comunque rimanere garantita. Per i prodotti che rientrano nell’eccezione, l’operazione potrà essere effettuata esclusivamente da un tecnico indipendente. Cambia dunque chi interviene fisicamente sul dispositivo, non la sua sorte finale.

Si tratta di una distinzione fondamentale. L’obiettivo del regolamento è prolungare il ciclo di vita dei prodotti e semplificare la raccolta delle batterie esaurite, incluse quelle piccole al litio che, se rimangono nascoste all’interno degli apparecchi, possono generare incendi negli impianti di smaltimento. Rendere lo smartwatch più ermetico per poi buttarlo intero nel tritarifiuti sarebbe francamente una soluzione bizzarra.

Lo smartwatch potrà rimanere sigillato

Il semplice termine “smartwatch” non garantisce automaticamente l’accesso alla deroga. Il testo normativo stabilisce criteri ben definiti, seppur sufficientemente flessibili da coinvolgere gran parte del mercato attuale. L’accesso dell’utilizzatore alla batteria deve mettere a rischio la sicurezza, la longevità o la resistenza all’acqua dell’apparecchio. Il wearable, inoltre, deve risultare troppo compatto per permettere una sostituzione in sicurezza, oppure necessitare di una struttura sigillata e compatta per proteggersi da polvere e impatti. La deroga deve dimostrarsi indispensabile per tutelare sia l’utente sia il prodotto stesso.

Rientrano in questa categoria smartwatch, fitness tracker, occhiali smart e dispositivi elettronici incorporati in indumenti o accessori vari. Le linee guida aggiornate della Commissione includono anche auricolari senza fili, fasce per il monitoraggio cardiaco e altri wearable pensati principalmente per l’uso in ambienti bagnati.

La sola certificazione IP non è sufficiente. Il produttore dovrà provare che l’apparecchio funziona principalmente a contatto con l’acqua, è pensato per essere lavato o sciacquato, e non può essere riprogettato senza compromettere sicurezza o prestazioni. Una goccia stampata sulla scatola, teoricamente, non dovrebbe automaticamente tradursi in un’esenzione.

Rispettate queste condizioni, la batteria potrà rimanere inaccessibile per il proprietario del dispositivo. Dovrà però restare accessibile a un riparatore qualificato che operi sul mercato. La normativa non obbliga quindi a rivolgersi necessariamente al centro assistenza ufficiale. L’autonomia del tecnico rappresenta uno dei pochi punti fermi che Bruxelles ha deciso di non lasciare in mano ai produttori.

Le altre cinque eccezioni previste

I giocattoli elettrici dotati di batterie ricaricabili beneficiano di una deroga temporanea, valida fino al 31 luglio 2030. Anche qui la regola non si applica a qualsiasi pupazzo ricaricabile: dimensioni e caratteristiche del giocattolo devono richiedere effettivamente di impedire ai bambini l’accesso alla batteria. A partire dal 1° agosto 2030 entreranno in vigore le nuove norme europee sulla sicurezza dei giocattoli, con regole specifiche dedicate alle batterie piccole abbastanza da poter essere ingoiate.

Passando dai giocattoli alle sonde wireless dei termometri da cucina inserite negli alimenti durante la cottura: se l’apertura necessaria per la sostituzione compromettesse la tenuta ermetica, le sostanze chimiche della batteria rischierebbero di contaminare direttamente il cibo. In questo caso, l’involucro sigillato ha motivazioni piuttosto solide, più della semplice forma affusolata del prodotto.

La quarta categoria riguarda le apparecchiature soggette alla direttiva ATEX, progettate per operare in ambienti con rischio di esplosione: motori, pompe, sensori e carrelli elevatori industriali. Una rimozione impropria della batteria in questi contesti può avere conseguenze ben più gravi rispetto a uno smartwatch che si spegne a metà giornata.

Seguono i dispositivi indossabili destinati alla somministrazione sottocutanea di farmaci. Un errore durante l’intervento potrebbe alterare il funzionamento del dispositivo e la dose rilasciata. Chiude l’elenco la categoria dei dispositivi telematici montati sul tetto di veicoli agricoli o mezzi da costruzione, esposti a vibrazioni, acqua e polvere, e generalmente gestiti da personale specializzato.

Le richieste inoltrate alla Commissione erano ben più numerose. Il rapporto tecnico preliminare ne elenca 81, alcune relative a più tipologie di prodotto contemporaneamente. Nell’atto finale sono confluite solo sei categorie. Altri inviti verranno pubblicati con cadenza periodica, quindi la lista potrebbe ampliarsi mentre l’obbligo generale attende ancora di entrare in vigore.

Batteria sostituibile, ma non necessariamente con il vecchio sportellino

Il regolamento non richiede il ritorno alla batteria estraibile sollevando semplicemente un coperchietto con l’unghia. Dal 2027 gli utenti potranno utilizzare utensili comuni reperibili facilmente in commercio. Eventuali strumenti particolari dovranno essere forniti gratuitamente insieme al prodotto acquistato. Colla da riscaldare, solventi e attrezzi proprietari dovrebbero invece scomparire definitivamente. Una batteria che richiede una pistola termica e competenze da microchirurgo elettronico difficilmente può essere definita “facilmente sostituibile”.

Il pezzo di ricambio potrà essere originale o compatibile, e il software non potrà impedirne l’installazione. I sistemi di parts pairing, che collegano un componente specifico a un unico dispositivo limitandone le funzionalità dopo una sostituzione, non potranno essere utilizzati per bloccare l’uso di una batteria compatibile. Il produttore potrà segnalare che il ricambio non è originale, ma non potrà penalizzarlo disattivando alcune funzioni.

Le batterie sostitutive dovranno rimanere reperibili per almeno cinque anni dalla commercializzazione dell’ultima unità del modello, a un prezzo equo e non discriminatorio. Senza la disponibilità del ricambio, la possibilità tecnica di aprire il dispositivo resta utile solo sulla carta, non nella pratica quotidiana.

Smartphone e tablet seguono già un percorso normativo distinto. Dal 20 giugno 2025 è in vigore il Regolamento europeo sulla progettazione ecocompatibile, che richiede la possibilità di sostituzione da parte di utenti senza esperienza tecnica oppure di riparatori non specializzati, in base alle caratteristiche di durabilità del prodotto. Per questi dispositivi, i ricambi dovranno essere disponibili per almeno sette anni dalla fine della commercializzazione del modello. L’elettronica di consumo, quindi, non partirà tutta dallo stesso punto nel febbraio 2027.

Le deroghe non sono ancora definitive

L’atto è stato approvato dalla Commissione, ma ora dovrà passare al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio. Se nessuna delle due istituzioni solleverà obiezioni, verrà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ed entrerà in vigore venti giorni più tardi. Affermare oggi che tutti gli smartwatch siano già esenti sarebbe prematuro sotto due aspetti. Il regolamento delegato non è ancora efficace, e l’eccezione per i dispositivi indossabili dipende comunque dalle condizioni tecniche e di sicurezza stabilite dal testo normativo.

Dal 2027, la durata della batteria non dovrebbe più determinare da sola la fine della vita utile di un prodotto. Per quanto riguarda gli smartwatch, il compito di sostituire la batteria passerà dalle mani del proprietario a quelle di un tecnico specializzato. Sarà però necessario che esistano davvero il ricambio, il riparatore indipendente e quel “prezzo equo” promesso dalla normativa. Se anche uno solo di questi elementi mancasse, la sostituibilità della batteria resterebbe garantita soltanto sulla Gazzetta ufficiale, non nella realtà dei fatti.