Mantenere l’attenzione sui testi accademici senza dare un’occhiata al cellulare ogni pochi istanti rappresenta oggi una sfida ardua. Messaggi istantanei, piattaforme social, notifiche push e contenuti video spezzano costantemente il flusso di apprendimento, disperdendo la concentrazione e amplificando tensione e affaticamento cognitivo. Per rispondere a questa criticità, l’Università degli Studi di Napoli Federico II ha lanciato un’iniziativa innovativa focalizzata sul benessere digitale. Il programma prende il nome di #BenessereDigitale UniNA e si basa su LockBox, un’applicazione progettata per supportare gli universitari nel ridurre spontaneamente le interruzioni tecnologiche durante l’apprendimento. L’aspetto distintivo, però, riguarda il sistema di incentivi: maggiore è il periodo trascorso disconnessi, più si ottengono vantaggi tangibili spendibili nel quotidiano.
Il meccanismo di LockBox: tre opzioni disponibili
Il funzionamento risulta intuitivo ma progettato per rendere la concentrazione una vera e propria competizione con se stessi. Gli iscritti installano l’applicazione, decidono quali programmi disattivare temporaneamente e danno inizio a una fase di “isolamento digitale”. A partire da quel momento, ogni minuto lontano dalle tentazioni tecnologiche produce una particolare moneta digitale. Le opzioni proposte sono tre. La più severa è denominata Hard Mode, che mantiene operative esclusivamente telefonate e messaggi di testo, garantendo 60 gettoni ogni ora. Segue la Music Mode, ideata per coloro che preferiscono accompagnare lo studio con brani musicali, che distribuisce 50 gettoni. Infine è presente la Easy Mode, più adattabile, che permette di decidere personalmente quali applicazioni nascondere lasciando disponibili strumenti funzionali come glossari digitali o applicazioni per calcoli.
Dallo studio alle attività ricreative: ricompense concrete
I gettoni accumulati non rimangono semplici cifre virtuali. Attraverso le collaborazioni stabilite nell’ambito del programma, possono essere scambiati con tessere per centri fitness, biglietti cinematografici, manuali accademici, manifestazioni artistiche, spostamenti ed esperienze varie. L’intento è stimolare non soltanto l’efficienza nello studio, ma anche la partecipazione ad attività ricreative e formative distanti dalla connessione compulsiva.
Un attestato da inserire nel portfolio professionale
L’iniziativa prevede inoltre un aspetto particolarmente rilevante per le prospettive lavorative degli iscritti. Raggiunta la quota di 1.500 gettoni, corrispondenti approssimativamente a 25 ore di apprendimento ininterrotto, diventa possibile conseguire l’Open Badge Benessere Digitale emesso dalla piattaforma Bestr. Questo riconoscimento digitale può essere aggiunto al portfolio professionale o ai profili su piattaforme di networking e attesta abilità oggi sempre più apprezzate dal mondo del lavoro: autocontrollo, organizzazione temporale, facoltà di concentrazione prolungata e utilizzo responsabile degli strumenti digitali.
Il rettore Matteo Lorito ha chiarito che l’intento non è condannare dispositivi mobili e risorse tecnologiche, ma favorire negli studenti lo sviluppo di un legame più armonioso con il mondo digitale. La questione centrale, secondo l’istituzione accademica, non consiste nell’eliminare forzatamente l’uso del dispositivo, ma nell’acquisire la capacità di decidere autonomamente i momenti opportuni per disconnettersi. In un ateneo sempre più digitalizzato, il programma della Federico II tenta quindi di invertire la tendenza prevalente: per una volta, non conta il periodo trascorso connessi, ma quello dedicato realmente alla concentrazione sul mondo tangibile che ci sta intorno.
Fonte: Unina
