La zampa felina nascosta nella Via Lattea immortalata dalla NASA

Cat’s Paw Nebula

Tre morbidi cuscinetti luminosi e una macchia più ampia alla base, disposti esattamente come i polpastrelli di un felino. Osservando questa immagine, sembra quasi che una creatura gigantesca abbia posato la zampa nello spazio profondo. Chiunque condivida la propria casa con un gatto conosce bene la sua tendenza a lasciare tracce ovunque. A quanto pare, nemmeno la nostra galassia ne è immune.

Questa formazione cosmica esiste realmente e porta un nome decisamente calzante: Nebulosa Zampa di Gatto, identificata dagli scienziati con la sigla NGC 6334. Lo scatto che rivela l’impronta nella sua interezza arriva dalla Digitized Sky Survey 2 ed è stato diffuso dall’Osservatorio Europeo Australe (ESO) nel gennaio 2010. Più recentemente, nel luglio 2025, la NASA ha indirizzato il telescopio spaziale James Webb verso una sezione specifica di questa nebulosa, svelando ciò che si cela all’interno di uno dei suoi enormi polpastrelli.

Questa regione celeste era già stata individuata nel 1837 dall’astronomo inglese John Herschel durante il suo periodo in Sudafrica. All’epoca, tuttavia, riuscì a scorgere unicamente la porzione più luminosa della formazione. Sarebbero servite osservazioni successive per rivelare l’intera sagoma della zampa.

Un’impronta cosmica lunga 50 anni luce

La Nebulosa Zampa di Gatto si colloca all’interno della nostra galassia, nella direzione della costellazione dello Scorpione. Le stime dell’ESO indicano una distanza di circa 5.500 anni luce dalla Terra, mentre secondo la NASA tale distanza sarebbe di circa 4.000 anni luce. Pur utilizzando parametri differenti, entrambe le istituzioni confermano che si tratta di una vastissima area dedicata alla nascita di nuove stelle.

La nube gassosa si estende per circa 50 anni luce complessivi. Per comprendere meglio tali proporzioni, basti pensare che un singolo anno luce equivale a circa 9.460 miliardi di chilometri. Altro che semplici orme su un pavimento pulito. I cuscinetti che compongono questa zampa cosmica rappresentano enormi concentrazioni di gas e polveri interstellari. La tonalità rossastra che li caratterizza deriva principalmente dall’idrogeno, il quale emette luminosità quando viene stimolato dalla potente radiazione emessa dalle stelle giovani e bollenti presenti nella nebulosa.

Come chiarisce l’ESO, NGC 6334 costituisce una delle zone più dinamiche per quanto riguarda la formazione di stelle di grandi dimensioni nell’intera Via Lattea. Alcune di queste possiedono una massa fino a dieci volte superiore rispetto al nostro Sole e si sono formate nel corso degli ultimi milioni di anni.

Numerose altre stelle rimangono ancora celate dietro le polveri cosmiche, capaci di assorbire e disperdere parte della luminosità. Secondo quanto riportato dall’osservatorio, l’intera area potrebbe ospitare diverse decine di migliaia di astri. In sostanza, quella che a noi appare come una tenera impronta felina rappresenta in realtà una gigantesca culla stellare. Una vera e propria cucciolata, decisamente impegnativa persino per la gatta più paziente dell’universo.

Cosa ha scoperto il telescopio James Webb all’interno dei polpastrelli

Il 10 luglio 2025, in occasione del terzo anniversario delle proprie attività scientifiche, il telescopio spaziale James Webb ha orientato i propri strumenti verso una specifica porzione della Nebulosa Zampa di Gatto. La nuova immagine diffusa dalla NASA svela particolari che le osservazioni precedenti non erano in grado di cogliere: cavità, filamenti di materia polverosa e giovani stelle che stanno rimodellando l’ambiente circostante.

Grazie alla camera NIRCam, specializzata nell’osservazione nel vicino infrarosso, Webb è stato in grado di penetrare parte delle polveri che celano le stelle in via di formazione. Le immagini rivelano piccole cavità luminose, alcune delle quali richiamano ulteriori minuscoli polpastrelli racchiusi all’interno dell’impronta principale.

Una zampa racchiusa in un’altra zampa, insomma. Una strategia piuttosto ingegnosa per sfruttare al massimo lo spazio disponibile, proprio come farebbe qualsiasi gatto abituato a conquistare un intero letto matrimoniale. Gli astronomi hanno soprannominato una di queste strutture “Opera House” (Teatro dell’Opera), per via della sua caratteristica forma circolare e stratificata.

Le cavità prendono forma grazie alla radiazione emessa dalle stelle più massicce, che spinge progressivamente via il materiale circostante. Le aree più scure, invece, potrebbero nascondere concentrazioni di polvere abbastanza dense da contenere stelle ancora in formazione. Le medesime stelle che rendono visibile questa gigantesca impronta stanno dunque contribuendo attivamente alla sua trasformazione. Col passare del tempo, la loro radiazione disperderà gradualmente il materiale indispensabile alla formazione di nuovi astri, fino a interrompere definitivamente questo processo nelle zone interessate.

L’impronta cosmica continuerà quindi a modificare il proprio aspetto in conseguenza dei processi fisici che si svolgono al suo interno. Il gatto cosmico, ovviamente, esiste soltanto nella nostra fantasia. Ma lasciare un’orma colossale e svanire senza fornire alcuna spiegazione sarebbe perfettamente coerente con il suo carattere.