Europa Clipper potrebbe aver bisogno solo di 1 granello di ghiaccio per rilevare la vita sulla luna oceanica di Giove

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Il progetto Europa Clipper della NASA sta per intraprendere un viaggio senza precedenti verso la luna di Giove, Europa, con l’obiettivo di esplorare il suo oceano sotterraneo nascosto sotto una spessa crosta di ghiaccio. Frank Postberg dell’Università Libera di Berlino ha recentemente sottolineato come un minimo frammento di ghiaccio, espulso nell’orbita da Europa e intercettato dalla sonda, potrebbe contenere le chiavi per scoprire forme di vita al di fuori della Terra. Gli strumenti di bordo, come il Surface Dust Analyzer, si rivelano essenziali in questa ricerca, promettendo nuove scoperte nelle lune ghiacciate del nostro sistema solare.

Europa Clipper si appresta a decollare nell’ottobre del 2024, dirigendosi verso uno dei corpi più misteriosi del sistema solare. Con quasi 50 sorvoli pianificati, la missione si concentrerà sull’esaminare l’abitabilità dell’oceano sotto la superficie di Europa e sulla valutazione dello spessore del suo mantello di ghiaccio. Sebbene l’obiettivo principale non sia la ricerca diretta di vita extraterrestre, gli sviluppi recenti suggeriscono che questa possibilità non sia del tutto esclusa.

La programmazione e gli obiettivi di Europa Clipper

Le scoperte fatte da precedenti missioni, come la Cassini intorno a Saturno e la sua luna Encelado, insieme alle osservazioni del telescopio spaziale Hubble, hanno rivelato l’esistenza di pennacchi di vapore acqueo che si estendono nello spazio da queste lune ghiacciate. Questi fenomeni suggeriscono un meccanismo attraverso il quale potrebbe essere possibile raccogliere campioni direttamente dall’oceano sotterraneo senza dover perforare la spessa crosta di ghiaccio.

Fabian Klenner dell’Università di Washington a Seattle, capo di uno studio recente, ha esplorato la fattibilità di rilevare la vita attraverso l’analisi di particelle di ghiaccio presenti nei pennacchi utilizzando il Surface Dust Analyzer della missione Europa Clipper. Il team ha condotto esperimenti simulando l’impatto di grani di ghiaccio caricati con batteri, simili a quelli che potrebbero esistere negli oceani di Europa, su questo strumento. I risultati hanno mostrato che anche minime tracce di materiale organico possono essere identificate, aumentando la speranza di poter trovare prove di vita.

Inoltre, sebbene gli strumenti di Europa Clipper non siano progettati per identificare il DNA, la capacità di rilevare acidi grassi e lipidi potrebbe offrire un altro metodo per scoprire la presenza di vita. Questi componenti, essenziali per le membrane cellulari, potrebbero rimanere intatti abbastanza a lungo da essere rilevati dalla sonda, aprendo nuove frontiere nell’esplorazione spaziale e nella ricerca di vita al di là della Terra.