La data stampata su quel foglio ingiallito pareva fornire agli inquirenti una certezza inequivocabile: 19 giugno 1910. Quel numero domenicale avvolgeva ancora lo scheletro pressoché intatto di un neonato, celato sotto le tavole di legno di una vecchia abitazione inglese. Gli esami scientifici, però, hanno spostato l’origine della vicenda molto più indietro nel tempo, fino a un’epoca in cui quella pubblicazione non esisteva nemmeno.
In base alla datazione al radiocarbonio, il piccolo potrebbe risalire a un periodo compreso fra il 1726 e il 1812. I suoi resti avrebbero dunque almeno un secolo di vita in più rispetto alle pagine che lo custodivano. Proprio questa incongruenza cronologica, difficile da spiegare, ha trasformato il rinvenimento nell’enigma noto come Baby Auckland.
Il nome è stato attribuito al neonato dagli investigatori dopo la scoperta avvenuta a Bishop Auckland, cittadina della contea di Durham, nell’Inghilterra nord-orientale. La sua identità rimane tuttora ignota. Anche le cause del decesso e il percorso compiuto dal corpo prima di essere occultato sotto quel pavimento attendono ancora una spiegazione plausibile.
Un neonato celato sotto le tavole del pavimento
La scoperta risale al 29 luglio 2024. Alcuni operai erano impegnati nella ristrutturazione di un appartamento all’ultimo piano di un edificio situato in Fore Bondgate, via centrale di Bishop Auckland, quando rimossero una sezione del vecchio pavimento.
Nel vuoto sottostante emersero i resti di un bambino. Lo scheletro era avvolto in una copia di The Umpire, testata domenicale nata a Manchester nel 1884 e specializzata principalmente in sport, spettacoli e cronaca. L’esemplare utilizzato per avvolgere il corpo recava la data del 19 giugno 1910. La vicenda è stata ricostruita nel corso dell’inchiesta giudiziaria e riportata dall’emittente britannica ITV News.
Intorno al collo del neonato gli investigatori rinvennero anche uno spago color marrone avvolto tre volte. Un dettaglio che indusse la polizia della contea di Durham a trattare il caso come decesso sospetto, valutando fra le ipotesi anche quella dell’infanticidio.
L’edificio risaliva all’epoca vittoriana e il quotidiano sembrava collocare la morte nei primi decenni del ventesimo secolo. Gli agenti cominciarono così a esaminare censimenti, atti immobiliari e documentazione relativa agli abitanti della casa fra il 1900 e il 1920.
La prima teoria puntava verso una nascita tenuta nascosta, forse legata a difficoltà economiche, a una gravidanza illegittima o allo stigma sociale che gravava sulle madri non sposate nell’Inghilterra di quel periodo. La datazione ossea ha però demolito completamente questa cronologia.
Gli esami spingono Baby Auckland fino al Settecento
I resti vennero trasportati al Royal Victoria Infirmary di Newcastle e affidati alle cure della patologa Louise Mulcahy e dell’antropologa forense Micol Zuppello. L’esame scheletrico ha rivelato che il bambino aveva raggiunto circa 40 settimane di gestazione, configurandosi quindi come un feto a termine o un neonato appena nato. Lo stato di conservazione dei resti non ha permesso di stabilire se fosse venuto al mondo vivo oppure già senza vita.
Resta oscuro pure il ruolo dello spago. Il triplice avvolgimento attorno al collo potrebbe suggerire uno strangolamento, tuttavia ossa e tessuti conservati non hanno consentito di collegarlo con certezza alla causa della morte. Il cordicello potrebbe essere servito semplicemente per legare l’involucro, oppure essere stato applicato in un secondo momento, durante uno spostamento del corpo.
I tentativi di estrarre DNA hanno fornito un solo dato certo: Baby Auckland era un maschio. Il materiale genetico si è rivelato troppo compromesso per ricostruirne l’identità o rintracciare eventuali legami di parentela.
Una prima analisi del carbonio contenuto nelle ossa ha escluso una nascita successiva al 1945, anno in cui i test nucleari iniziarono ad alterare la concentrazione atmosferica di carbonio-14. Le verifiche successive hanno individuato come intervallo più attendibile quello tra il 1726 e il 1812.
Baby Auckland sarebbe dunque vissuto durante il regno di Giorgio II o Giorgio III, in un’epoca in cui la Rivoluzione industriale stava ridisegnando l’aspetto delle città britanniche. Il quotidiano che lo avvolgeva sarebbe stato stampato almeno cent’anni dopo la sua nascita.
Come è possibile che un bambino settecentesco sia finito in un giornale del 1910
Lo scarto temporale fra l’età dei resti e quella della pubblicazione apre lo scenario più intricato del caso. Una copia stampata nel 1910 potrebbe essere rimasta in casa per alcuni anni, impiegata per proteggere oggetti, riempire cavità o coibentare il pavimento. Un divario superiore al secolo, invece, presuppone necessariamente uno spostamento del corpo.
Fra le ipotesi al vaglio c’è quella secondo cui il neonato sia stato sepolto o occultato altrove poco dopo il decesso. I resti sarebbero poi stati rinvenuti durante lavori edili di inizio Novecento, avvolti nel giornale disponibile in quel momento e infine collocati sotto le assi.
Un’altra possibilità è che il corpo sia rimasto custodito a lungo all’interno di una vecchia struttura dell’edificio, per poi essere trasferito durante una successiva ristrutturazione. Gli inquirenti stanno consultando gli archivi alla ricerca di informazioni su lavori edilizi, proprietari precedenti e residenti dell’immobile.
Le stime fornite dal radiocarbonio, comunque, richiedono cautela interpretativa. Questa tecnica misura il decadimento dell’isotopo carbonio-14 e restituisce intervalli probabilistici, non date puntuali. Dieta, contaminazioni esterne e condizioni di conservazione possono influenzare i risultati. Per questo motivo il medico legale ha richiesto l’audizione di uno specialista in datazione prima della chiusura dell’inchiesta.
La sepoltura e un’inchiesta ancora in corso
Il 27 aprile 2026, a quasi due anni dal ritrovamento, Baby Auckland ha finalmente avuto una degna sepoltura nel cimitero comunale di Bishop Auckland.
Durante la cerimonia, una piccola bara bianca è stata accompagnata da rappresentanti delle forze dell’ordine, delle istituzioni locali e da alcuni cittadini. La polizia della contea di Durham ha dichiarato di aver voluto garantire al bambino un commiato rispettoso, dopo un’attesa sotto il pavimento durata forse oltre due secoli. Il resoconto integrale della cerimonia è consultabile sul sito ufficiale della Durham Constabulary.
L’inchiesta sarebbe dovuta terminare nel maggio 2026, ma l’udienza è stata rinviata per permettere l’audizione di tre nuovi testimoni: un membro del team investigativo, uno specialista coinvolto nell’autopsia e un esperto di datazione al radiocarbonio.
La nuova udienza si terrà il 17 settembre 2026. Il medico legale dovrà cercare di stabilire, per quanto sia possibile, chi fosse quel bambino, in quale epoca e luogo sia morto, e quali circostanze abbiano accompagnato la sua fine. Sotto quelle assi sono rimasti uniti per anni un neonato senza nome, un cordicello annodato tre volte e una domenica di giugno del 1910. La data stampata sul giornale è ancora perfettamente leggibile. Quella della morte del bambino, invece, continua a slittare sempre più indietro nel tempo.
