La parola equinozio proviene dal latino aequinoctium, che significa “notte uguale”, con riferimento al fatto che la durata della fase notturna coincide con quella diurna. Questo termine descrive il preciso istante del percorso della Terra intorno al sole in cui la nostra stella si posiziona esattamente allo zenit dell’equatore.
Nel corso dell’anno solare questo fenomeno si verifica in due occasioni, una in autunno e una in primavera. In entrambi i casi, le ore di luce e quelle di buio risultano perfettamente bilanciate.
Equinozio d’autunno: perché giorno e notte durano lo stesso tempo
Cosa determina questa parità tra ore di luce e di buio negli equinozi? Il motivo risiede nella posizione dell’asse di rotazione del nostro pianeta, che in questi momenti specifici si dispone perpendicolarmente rispetto alla direzione dei raggi solari. A partire da questa data, le ore di luce inizieranno progressivamente a ridursi, un processo che proseguirà fino al solstizio d’inverno del 21 dicembre, giorno in cui le giornate torneranno finalmente ad allungarsi.
L’equinozio autunnale, che generalmente si verifica tra il 22 e il 23 settembre, arriva sempre più tardi rispetto a quello primaverile, collocato invece tra il 19 e il 21 marzo. Questa differenza dipende dal fatto che il movimento di rivoluzione terrestre attorno al sole rallenta leggermente durante il mese di luglio, periodo in cui il nostro pianeta si trova in prossimità dell’afelio, ovvero il punto di massima distanza dal sole.
Tradizioni e curiosità legate all’equinozio d’autunno
Numerosissime sono le tradizioni popolari e gli aneddoti che accompagnano questo particolare momento astronomico. Vediamo insieme le informazioni più interessanti su questa giornata che segna simbolicamente il passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale.
Il giorno del Mehr
Pochi sanno che l’equinozio settembrino rappresenta il primo giorno del mese di Mehr, corrispondente al segno della Bilancia, secondo il calendario persiano. Si tratta di una celebrazione conosciuta come Jashne Mihragan, ovvero la festa che celebra la condivisione dell’amore nella tradizione zoroastriana.
La festa di metà autunno
Questa ricorrenza cade tradizionalmente il quindicesimo giorno dell’ottavo mese lunare ed è riconosciuta come festività ufficiale in numerosi Paesi del sud-est asiatico. Poiché il calendario lunare non coincide perfettamente con quello gregoriano, questa data può oscillare tra la metà di settembre e i primi giorni di ottobre, collocandosi comunque in prossimità dell’equinozio autunnale.
La caduta della monarchia francese
Nel calendario repubblicano francese, utilizzato dal 1793 al 1805, l’equinozio settembrino segnava l’inizio del nuovo anno. La Prima Repubblica Francese fu proclamata il 22 settembre 1792, giorno in cui venne abolita la monarchia: il giorno successivo, coincidente con l’equinozio, divenne così il primo giorno dell’Era Repubblicana.
La luna piena del raccolto
Secondo la tradizione dei Nativi Americani, la luna del raccolto (Harvest Moon) è il plenilunio che cade più vicino all’equinozio autunnale. Generalmente questo evento si verifica a settembre, ma in alcuni anni la situazione cambia: se il plenilunio arriva troppo presto nel mese, come accadde nel 2020 (il 2 settembre), sarà la luna piena di ottobre a guadagnarsi questo titolo, essendo cronologicamente più vicina alla data dell’equinozio.
Il mistero della pietra di Machu Picchu
Presso il celebre sito archeologico di Machu Picchu si trova la pietra Intihuatana, un manufatto la cui funzione era proprio quella di indicare con precisione la data degli equinozi e di altri fenomeni astronomici rilevanti. Questo reperto, tra i più studiati dell’intera area, veniva utilizzato dagli Inca per monitorare costantemente la posizione del sole nel cielo.
Il significato per la cultura celtica
Nella tradizione celtica, l’equinozio d’autunno coincide con la prima Festività dell’Oscurità. Al centro di questa celebrazione vi è il tema simbolico della separazione, sia tra amanti che tra madre e figlia. I Celti chiamano questa ricorrenza Mabon, ovvero il giorno che si colloca esattamente a metà strada tra i due solstizi. Rappresenta un momento di perfetto equilibrio tra luce e tenebre, segna l’ingresso ufficiale nella stagione autunnale e trova riscontro nel mito di Persefone e Demetra.
La celebrazione giapponese
In Giappone, l’equinozio autunnale figura tra le festività nazionali ufficiali. Questo giorno rientra tra i 24 Setsubun, ovvero i momenti di transizione stagionale più significativi nel calendario tradizionale giapponese. La ricorrenza prende il nome di Shuubun No Hi, conosciuta anche come Higan no Chu-Nichi. In questa occasione si celebra tradizionalmente la caduta delle foglie d’acero, pianta sacra nella cultura nipponica, similmente a quanto avviene in primavera con l’ammirazione della fioritura dei ciliegi.
Stonehenge e l’equinozio
Il monumento megalitico di Stonehenge rappresenta da sempre un punto di riferimento per le celebrazioni e i misteri legati agli eventi astronomici stagionali. Sebbene i raduni più imponenti si tengano tradizionalmente in estate, in occasione del solstizio, anche l’equinozio autunnale offre l’occasione per visitare questo luogo carico di suggestione e fascino.
Le radici nella mitologia greca
Nella tradizione mitologica greca, l’equinozio d’autunno viene associato alle figure di Ade, Demetra e Persefone. Nell’antichità, questi racconti mitologici avevano la funzione di spiegare il ciclo delle stagioni, elemento fondamentale che scandiva i tempi del lavoro agricolo, dei raccolti e del riposo.
Il fenomeno di alba e tramonto
Sia l’equinozio autunnale che l’equinozio primaverile rappresentano gli unici due momenti dell’anno in cui il sole sorge esattamente a est e tramonta esattamente a ovest.
