Da quanto tempo le zanzare ci pungono? La risposta nel DNA

zanzara

L’estate porta con sé un compagno fastidioso: il ronzio caratteristico delle zanzare che ci accompagna nelle notti calde. Questo suono ci sembra così familiare da apparire eterno, ma la scienza ci racconta che il legame tra questi insetti e l’umanità affonda le radici in un passato remotissimo, risalente a milioni di anni prima della nostra civiltà.

Una ricerca recente apparsa su Scientific Reports porta alla luce un dato straordinario: determinate varietà di zanzare avrebbero sviluppato la preferenza per nutrirsi di sangue umano più di un milione di anni or sono, proprio nel periodo in cui i nostri predecessori si stavano espandendo attraverso il continente asiatico. Mentre i primi rappresentanti del genere umano esploravano nuovi territori lontani dall’Africa, alcuni insetti stavano già modificando le proprie abitudini alimentari orientandosi verso questa nuova risorsa.

Gli esperti hanno esaminato il materiale genetico di numerose varietà di zanzare attuali, utilizzando il loro codice biologico come una biblioteca storica in grado di rivelare le tappe di questa trasformazione comportamentale.

L’origine della preferenza per il sangue umano

Il team di ricerca ha esaminato il patrimonio genetico di 38 esemplari di zanzare viventi, focalizzandosi principalmente su undici varietà del complesso Anopheles leucosphyrus. La scelta è ricaduta su questo raggruppamento per la sua capacità di rappresentare efficacemente la diversità genetica di questi ditteri.

Tra queste varietà emergono abitudini alimentari notevolmente differenti. Alcune mostrano un marcato antropofilismo, ossia una spiccata attrazione verso il sangue della nostra specie. Esempi significativi sono Anopheles dirus e Anopheles baimaii, riconosciuti anche come vettori della malaria. Altri esemplari mantengono invece la predilezione per il sangue di primati diversi dall’uomo, come le scimmie arboricole, oppure mostrano comportamenti opportunistici.

Per tracciare il percorso evolutivo di questi organismi, gli studiosi hanno calcolato il ritmo di accumulo delle modifiche genetiche. Questa tecnica permette di individuare il periodo approssimativo in cui determinate linee evolutive hanno modificato le proprie preferenze nutritive. Le evidenze suggeriscono che un antenato comune abbia iniziato a orientarsi verso il sangue umano in un arco temporale compreso tra 2,9 e 1,6 milioni di anni fa.

L’area geografica interessata da questa evoluzione corrisponde a un territorio oggi largamente scomparso. I ricercatori identificano questa zona come Sundaland, un’estesa piattaforma continentale ora prevalentemente sommersa, i cui resti emergono come la penisola malese, il Borneo, Sumatra e Giava.

Prima dell’arrivo della nostra specie, questi ditteri popolavano principalmente le zone elevate della foresta pluviale, prelevando sangue dai primati che vivevano tra le fronde degli alberi. Questo schema rappresenta quello che gli esperti identificano come il comportamento originario, probabilmente consolidatosi oltre 3,6 milioni di anni addietro.

L’arrivo dei primi ominini in Asia e la svolta evolutiva

L’aspetto più affascinante dello studio riguarda la connessione tra l’evoluzione di questi insetti e il cammino dei nostri predecessori. I ricercatori ipotizzano che lo sviluppo della preferenza per il sangue umano coincida con l’arrivo dei primi ominini nel Sud-Est asiatico, evento che avrebbe offerto una risorsa alimentare nuova e abbondante.

Catherine Walton, esperta di biologia evolutiva presso l’Università di Manchester, sottolinea come l’elemento più sorprendente sia proprio l’estrema antichità di questa modificazione. L’interpretazione più diretta indica che l’adattamento degli insetti sia stato una risposta diretta alla comparsa dei primi rappresentanti umani nella regione.

Gli studiosi di archeologia dibattono ancora sulla cronologia delle migrazioni dei nostri antenati dall’Africa verso l’Asia. Tuttavia, l’esame genetico di questi ditteri fornisce un elemento probatorio autonomo: la loro trasformazione evolutiva indica che tali spostamenti potrebbero essere avvenuti attorno a 1,8 milioni di anni fa.

Questa datazione trova conferma in un altro studio recente che ha analizzato alcuni tra i più antichi resti cranici di Homo erectus rinvenuti in territorio cinese, collocandoli nello stesso intervallo temporale. Qualora i nostri antenati fossero effettivamente presenti in numeri significativi nel Sud-Est asiatico, avrebbero potuto rappresentare un fattore evolutivo determinante per le zanzare.

Un fattore cruciale potrebbe essere stato il profilo olfattivo distintivo degli esseri umani, differente da quello degli altri primati e particolarmente attraente per certi insetti. Affinché una modifica evolutiva si stabilizzi è necessaria però una disponibilità abbondante e continuativa della nuova risorsa nutritiva. In sintesi, le zanzare avrebbero dovuto incontrare popolazioni numerose di Homo erectus per consolidare questa nuova preferenza.

Attualmente esistono circa 3.600 varietà di zanzare sul pianeta, ma soltanto un centinaio ha sviluppato una marcata predilezione per il sangue umano. Nonostante questo numero limitato, questo gruppo di insetti è più che sufficiente a rendere le nostre serate estive un’incessante battaglia contro il fastidio.

La prossima volta che percepiremo il caratteristico ronzio nella camera da letto, potremo considerare la situazione da un’angolazione inedita: quel minuscolo organismo rappresenta il prodotto di una relazione evolutiva avviata milioni di anni or sono, quando i nostri predecessori esploravano il mondo e qualche insetto aveva già identificato il loro sangue come una risorsa preziosa.

Fonte: Nature