Ora sappiamo cosa succederebbe alla vita sulla Terra se esplodesse una vicina Kilonova

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Le kilonova, prodotte dalla collisione di stelle di neutroni, rappresentano alcuni degli eventi più potenti e violenti nell’universo conosciuto. Le stelle di neutroni sono il residuo collassato di stelle morte, e la loro materia è così densa che un cucchiaino di essa peserebbe circa 10 milioni di tonnellate sulla Terra. Questo evento, oltre a produrre raggi gamma e getti di particelle cariche ad alte velocità, è l’unico ambiente conosciuto in grado di formare elementi più pesanti del piombo, come l’oro e il platino. Le onde gravitazionali, prodotte da tali fusioni, possono addirittura essere rilevate sulla Terra, anche se hanno viaggiato per miliardi di anni luce.

Un recente studio dell’Università dell’Illinois Urbana-Champaign ha analizzato le possibili conseguenze di una collisione tra stelle neutroni vicino alla Terra, concludendo che queste kilonova potrebbero rappresentare una seria minaccia per l’umanità, come specificato dalla dottoressa Haille Perkins, leader del team di ricerca:

Abbiamo scoperto che se una fusione di stelle di neutroni avvenisse a circa 36 anni luce dalla Terra, la radiazione risultante potrebbe causare un evento di estinzione di massa.

Il team di Perkins ha basato la sua ricerca sull’osservazione della fusione di stelle di neutroni che ha generato l’onda gravitazionale GW 170817, rilevata dal Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory (LIGO) nel 2017. Questa fusione, che ha avuto luogo a circa 130 milioni di anni luce di distanza, è l’unica osservata sia in radiazione elettromagnetica sia in onde gravitazionali.

Il rischio delle radiazioni gamma per la Terra

La gamma di radiazioni delle fusioni di stelle di neutroni può avere effetti letali. Queste radiazioni hanno la potenza necessaria per ionizzare gli atomi, danneggiando lo strato di ozono terrestre e esponendo il nostro pianeta a dosi mortali di radiazione ultravioletta. Perkins ha specificato che, sebbene questi getti di radiazione gamma abbiano un raggio d’azione limitato, potrebbero causare danni catastrofici se direttamente in rotta con la Terra.

Oltre alle radiazioni gamma, la fusione delle stelle di neutroni produce anche emissioni di raggi X, note come l’afterglow dei raggi X, che possono avere un impatto devastante e più duraturo sull’ozono terrestre. Ma la minaccia più grande proviene dalle particelle cariche ad alta energia, o raggi cosmici, che potrebbero spogliare l’ozono terrestre, esponendo il pianeta alle radiazioni ultraviolette per migliaia di anni. Perkins ha aggiunto:

Il grado di pericolosità e il componente più minaccioso rimangono incerti, ma sembra che i raggi cosmici siano la minaccia più grande.

Sebbene la fusione delle stelle di neutroni possa sembrare apocalittica, è essenziale analizzare i dati con la giusta prospettiva, come specificato da Perkins:

Gli eventi come questo sono estremamente rari e, considerando il loro limitato raggio di letalità, non dovrebbero preoccupare gli abitanti della Terra.

Infatti, in mezzo ai 100 miliardi di stelle nella Via Lattea, gli scienziati hanno identificato un solo possibile sistema progenitore di kilonova. Per quanto riguarda la ricerca di vita altrove nell’universo, la dottoressa Darach Watson del Niels Bohr Institute Cosmic Dawn Center ha commentato che tali eventi sono più minacciosi per i pianeti nelle vecchie galassie, dove la formazione stellare è terminata, piuttosto che nella Via Lattea. Il team di ricerca, nel frattempo, sta pianificando ulteriori osservazioni di questi eventi di collisione tra stelle di neutroni per comprendere meglio la loro natura e impatto.