Nel mese di maggio 2026 si verificherà un fenomeno celeste particolarmente interessante: assisteremo a due pleniluni nell’arco di trenta giorni. Il primo illuminerà il cielo notturno il 1° maggio, mentre il secondo si manifesterà l’ultimo giorno del mese, il 31. Quest’ultimo plenilunio viene comunemente definito “luna blu”, una denominazione che non si riferisce alla tonalità cromatica del satellite, ma deriva dal modo di dire anglosassone once in a blue moon, che indica un avvenimento insolito, simile alla nostra espressione “ogni morte di papa”.
Nel tempo si sono affermate due interpretazioni del termine Luna Blu: quella autentica identifica il terzo plenilunio in una stagione che ne presenta quattro, mentre la versione più recente indica semplicemente il secondo plenilunio che si verifica in un singolo mese. Questa seconda accezione si è diffusa per un errore interpretativo dell’astronomo amatoriale James Hugh Pruett (1886–1955), poi amplificato dalla trasmissione radiofonica StarDate negli anni Ottanta e successivamente dal celebre gioco da tavolo Trivial Pursuit.
Quale meccanismo determina questo fenomeno?
L’origine è di natura aritmetica: il periodo di rivoluzione lunare si completa mediamente in 29 giorni e mezzo, mentre quasi tutti i mesi del nostro calendario gregoriano comprendono 30 o 31 giorni. Quando il plenilunio si presenta nei primissimi giorni del mese, il tempo rimanente consente al ciclo di completarsi nuovamente prima del termine mensile. Febbraio rappresenta l’eccezione, avendo soltanto 28 o 29 giorni, rendendo impossibile questa doppia occorrenza.
Questo particolare allineamento astronomico si presenta con una frequenza variabile tra i due e i tre anni; l’ultima volta che si è manifestato risale all’estate del 2023.
Un satellite apparentemente ridotto
Il plenilunio del 31 maggio coinciderà anche con una microluna: in quell’istante preciso, il nostro satellite naturale raggiungerà l’apogeo, ovvero la massima distanza dalla Terra lungo la propria traiettoria orbitale, apparendo di conseguenza lievemente più ridotto e meno luminoso della norma. La variazione dimensionale rispetto a una superluna può toccare il 14% nel diametro visibile, sebbene tale differenza sia praticamente indistinguibile a occhio nudo.
Quando un mese rimane privo di plenilunio?
Proprio a causa della durata di 29,5 giorni del ciclo lunare, può verificarsi anche la situazione opposta: febbraio talvolta rimane completamente sprovvisto di plenilunio, circostanza denominata “luna nera”. Si tratta tuttavia di un’eventualità ancora più infrequente: l’ultima occorrenza risale al 2018 e la successiva è prevista soltanto nel 2037.
