Truffa delle polveri sottili: cosa sappiamo del messaggio che circola su WhatsApp e sui social

Entra nel nuovo canale WhatsApp di NextMe.it Truffa polveri sottili

Sta circolando nuovamente su Facebook uno screenshot di un messaggio WhatsApp che mette in guardia dal rischio di aprire la porta a due donne munite di tesserino dell’ASL, le quali avrebbero il pretesto di misurare le polveri sottili per introdursi negli appartamenti. Il messaggio in questione recita come segue:

Stanno girando per appartamenti con la scusa di misurare le polveri sottili….. Non aprite sono armate.
Sono due donne con tesserino dell’ASL
Condividete, copia e incolla massima diffusione

Questa diceria, che si accompagna alla foto di un presunto tesserino dell’ASL di Brescia, è infondata e si rinnova in diverse forme da almeno sette anni.

Il ritorno di una vecchia Fake news

Già nel 2017, circolava una versione simile di questo racconto. Inizialmente, il 5 aprile 2017, si parlava di tre ragazze che cercavano di entrare nelle case fingendo una raccolta firme. Questo primo messaggio fu prontamente smentito dalle autorità. Successivamente, il 10 maggio 2017, dopo un incendio in un impianto di stoccaggio rifiuti a Pomezia, si diffuse un nuovo allarme che descriveva individui che, sfruttando l’incidente, pretendevano di dover eseguire misurazioni delle polveri sottili e controlli vari. Anche in questo caso, le forze dell’ordine negarono di aver avuto segnalazioni di tali attività sospette. Il 18 maggio 2017, la narrazione si arricchì di un nuovo dettaglio: le protagoniste del racconto divennero due donne con tesserino dell’ASL. Una versione successiva, datata giugno 2017, omise qualsiasi riferimento a Pomezia.

Nel 2018, la bufala si arricchì della foto di una dipendente dell’ASL di Brescia, che in realtà non aveva alcun legame con l’accaduto. L’ASL di Brescia precisò in un comunicato che non disponeva di personale autorizzato a verificare le polveri sottili porta a porta e si riservò il diritto di tutelare la propria immagine legale contro la diffusione di queste falsità. È probabile che la vecchia notizia sia riemersa in correlazione con un report recente di Legambiente, il quale ha classificato Brescia tra le otto città italiane più inquinate, con 36 giornate di superamento dei limiti di polveri sottili nei primi tre mesi del 2024.