Al casello, le monete spariscono. I dati di Aiscat e dei principali concessionari autostradali raccontano una transizione ormai irreversibile: oltre l’85% dei transiti sulla rete italiana avviene con strumenti elettronici, e la quota di pagamenti in contanti scende anno dopo anno.
Chi viaggia spesso lo sa già, chi viaggia ogni tanto se ne accorgerà alla prima coda nella corsia “manuale”.
Come funziona oggi il pagamento al casello
Il sistema italiano di esazione del pedaggio si basa su tre famiglie di corsie. Le corsie automatiche tradizionali accettano contanti, bancomat e carte di credito tramite terminali self-service. Le corsie con operatore restano in numero sempre più ridotto e oggi rappresentano una soluzione di emergenza più che la regola. Le corsie dedicate al telepedaggio, riconoscibili dalla scritta gialla, consentono il transito senza fermarsi grazie a un dispositivo OBU installato a bordo del veicolo.
L’OBU, acronimo di On Board Unit, è una piccola scatola elettronica che comunica con i portali ai caselli tramite tecnologia DSRC a 5,8 GHz. Quando passi sotto al portale, il sistema legge il codice univoco del dispositivo, identifica il veicolo, calcola il pedaggio in base al chilometraggio percorso e alla classe di appartenenza. La fatturazione arriva poi su carta di credito o conto corrente, di solito su base mensile.
La classe del veicolo è il parametro che incide di più sul costo. Le auto rientrano nella classe A o B a seconda del numero di assi e dell’altezza misurata al primo asse. Mezzi commerciali leggeri, furgoni di grossa stazza e camper alti spesso passano alla classe 3, con tariffe sensibilmente più alte. La tariffa unitaria per chilometro varia da tratta a tratta, perché ogni concessionaria applica il proprio piano economico-finanziario approvato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
I sistemi di telepedaggio in Italia
Per anni il mercato è stato sinonimo di un unico operatore storico. Oggi lo scenario è cambiato grazie all’apertura concessa dalla normativa europea EETS, il Servizio Europeo di Telepedaggio, che ha permesso a nuovi soggetti di entrare sul mercato e offrire dispositivi compatibili con tutte le tratte italiane.
Il telepedaggio è ormai uno standard riconosciuto e i nuovi entrant hanno reso il servizio più accessibile, con canoni inferiori e formule pensate per chi viaggia poco oltre a chi viaggia molto. Servizi come UnipolMove, ad esempio, integrano il telepedaggio autostradale con il pagamento della sosta in oltre 300 parcheggi, l’ingresso in Area C a Milano, l’acquisto del biglietto per il traghetto sullo Stretto di Messina e una serie di altri servizi accessori come tagliando, riparazione vetri e soccorso stradale. La logica non è più quella del singolo dispositivo per una singola funzione, ma quella dell’ecosistema unificato dentro un’unica app.
Vantaggi pratici per chi viaggia
Il primo beneficio è quello più visibile, ovvero saltare la coda. Nelle giornate di esodo estivo o nei rientri domenicali, la differenza tra la corsia gialla e quella mista può tradursi in venti o trenta minuti di attesa. Non è un dettaglio trascurabile quando viaggi con bambini o devi rispettare un orario di appuntamento.
C’è poi il tema della fatturazione automatica. Ogni transito viene tracciato e riassunto in un unico documento mensile, scaricabile in PDF, con dettaglio di tratta, casello di ingresso, casello di uscita, importo e classe veicolare. Per i professionisti e le partite IVA è il modo più rapido per gestire le spese di trasferta e portare i pedaggi in deduzione. Per chi viaggia per motivi personali, è una mappa dei propri spostamenti che torna utile in fase di bilancio familiare.
Un altro punto da considerare è la gestione della classe veicolo. Se cambi auto, basta segnalarlo dall’app e il dispositivo viene riassegnato senza dover sostituire l’OBU. Lo stesso vale se possiedi più veicoli e vuoi spostare il dispositivo dall’uno all’altro, oppure se hai bisogno di un secondo dispositivo per il partner o per un familiare. La flessibilità è massima e i tempi di attivazione sono nell’ordine delle ore, non più di giorni come accadeva un tempo.
L’integrazione con altri servizi è la frontiera più recente. Pagare il parcheggio direttamente dall’app senza cercare monete per il parchimetro, entrare in Area C senza dover acquistare un ticket separato, prenotare il tagliando in officina convenzionata, ricevere una notifica quando la sosta sta per scadere: sono funzioni che fino a qualche anno fa richiedevano applicazioni diverse e oggi convivono in un solo strumento.
Dove va il pagamento autostradale
La direzione è già scritta, anche se il calendario varia da concessionaria a concessionaria. Le corsie con operatore continueranno a ridursi e, in molti caselli, sono già state convertite in corsie self-service o telepedaggio. Le sperimentazioni di free-flow, cioè il transito completamente senza barriere fisiche, sono in corso su alcune tratte del nord Italia e in Liguria, con portali che leggono il dispositivo e la targa senza obbligare il veicolo a rallentare. È il modello già in uso in Norvegia, in Portogallo e su diverse autostrade urbane americane.
Per il viaggiatore italiano la traduzione concreta è semplice. Avere un dispositivo di telepedaggio non è più una scelta da chi macina chilometri ogni settimana, ma una comodità accessibile anche per chi prende l’autostrada qualche volta all’anno. I canoni bassi, le formule senza vincoli e la possibilità di concentrare più funzioni in un’unica app hanno reso il pedaggio elettronico una scelta di buon senso, non un investimento riservato ai professionisti del volante.
