La NASA scopre un “ornitorinco” su Europa: svelati i segreti della luna di Giove

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La navicella spaziale Juno, in orbita attorno a Giove da diversi anni, è impegnata nell’esplorazione della superficie del gigante gassoso e dei suoi numerosi satelliti. Tra queste lune, Europa si distingue per le sue peculiarità: è interamente ricoperta di ghiaccio, che ne fa una delle più affascinanti e misteriose.

Europa è la quarta luna più grande di Giove, leggermente più piccola della nostra Luna. Le immagini provenienti dalla sua superficie sono spesso spettacolari, mostrando una distesa di ghiaccio solcata da striature evidenti. Queste striature rivelano gli effetti della potente forza gravitazionale esercitata da Giove, offrendo agli scienziati una visione diretta dei fenomeni in atto su questa luna.

Una foto controversa rivela una strana formazione

Recentemente, una foto inviata da Juno ha suscitato stupore tra gli astronomi. L’immagine mostra una spaccatura nel ghiaccio, piena di collinette e blocchi irregolari, che si estende per 37 km di larghezza e 67 km di lunghezza. La forma peculiare di questa spaccatura ha portato gli scienziati a soprannominarla “ornitorinco“, poiché, osservata da una certa angolazione, ricorda l’omonimo animale australiano.

Inizialmente, gli studiosi avevano ipotizzato che la spaccatura fosse il risultato dell’impatto con un meteorite. Tuttavia, l’irregolarità della forma ha portato a scartare questa teoria, costringendo gli astronomi della missione Juno a cercare nuove spiegazioni. Secondo la nota rilasciata dagli scienziati responsabili della missione, “ora crediamo che questa spaccatura sia il punto in cui alcune sacche di acqua salata sotterranea sono fuoriuscite in superficie, a causa dell’attrazione gravitazionale di Giove”.

Gli studiosi hanno da tempo il sospetto che sotto la superficie ghiacciata di Europa si nasconda un profondo oceano liquido, capace forse di ospitare forme di vita. Nonostante una recente ricerca abbia messo in dubbio questa possibilità, la scoperta dell'”ornitorinco” potrebbe confermare la presenza di acqua liquida sotto il ghiaccio.

A sostegno di questa ipotesi, a circa 50 km di distanza dalla cresta, sono state rilevate delle macchie che potrebbero essere depositi ghiacciati di acqua salata, raffreddatasi dopo aver raggiunto la superficie.