Queste immagini mozzafiato non sono fatte con l’IA ma dal Telescopio Euclid nella prima missione dell’ESA insieme alla NASA

Entra nel nuovo canale WhatsApp di NextMe.it La Nebulosa Testa di Cavallo, conosciuta anche come Barnard 33, fa parte della costellazione di Orione

Il cielo non è mai stato tanto ricco di colori e dettagli come nelle immagini che abbiamo appena ricevuto dal telescopio spaziale Euclid, un gioiello tecnologico costruito e gestito dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) con il contributo vitale della NASA. L’operato di Euclid è sostenuto anche dalla Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e da un gruppo di università italiane di rilievo. Queste cinque fotografie strabilianti sono la dimostrazione che il telescopio è non solo operativo, ma pronto per realizzare una delle più ampie mappe tridimensionali dell’Universo finora concepite, aprendo una finestra sui segreti più profondi del cosmo.

Una qualità senza precedenti nell’osservazione spaziale e terrestre

Prima di Euclid, nessun altro telescopio aveva mai raggiunto una simile chiarezza e ampiezza di visione, consentendo di scrutare zone così estese del cielo e di indagare regioni così remote dell’Universo. Le cinque immagini pubblicate coprono un’ampia varietà di oggetti celesti: dall’affascinante Nebulosa Testa di Cavallo, situata a soli 1.500 anni luce di distanza, a un ammasso stellare, due galassie e il vasto ammasso di galassie di Perseo, distante 240 milioni di anni luce da noi. Queste immagini, che ritraggono oggetti celesti relativamente vicini, mostrano il potenziale inesplorato di Euclid, che dal suo lancio il primo luglio scorso orbita a 1,5 milioni di km dalla Terra, nel punto di Lagrange L2.

Con il suo specchio di 1,2 metri di diametro, Euclid ha il compito di svelare l’impatto che materia oscura ed energia oscura hanno avuto sulla conformazione dell’Universo che conosciamo. Questi componenti oscuri, che rappresentano il 95% del cosmo, sono al momento un enigma; influenzano solo sottilmente l’aspetto e il movimento degli oggetti visibili. Euclid esaminerà forme, distanze e movimenti di miliardi di galassie fino a una distanza di 10 miliardi di anni luce, creando così la mappa cosmica 3D più estesa mai realizzata. Alla conclusione della sua missione, prevista per una durata di sei anni, Euclid avrà raccolto immagini e dati fotometrici di oltre un miliardo di galassie e milioni di spettri galattici, fornendo informazioni preziose per diversi ambiti dell’astrofisica. Ecco di seguito le spettacolari immagini che ci ha regalato.

L’ammasso di galassie del Perseo

La Galassia di Perseo, tra le entità più imponenti del nostro Universo, svela tramite Euclid la propria struttura intricata, e si pone a soli 240 milioni di anni luce di distanza, fungendo da testimone dell’effetto costruttivo della materia oscura, essenziale nella genesi di simili ammassi.

Ammasso di Perseo
L’ammasso di Perseo, un gruppo di migliaia di galassie situato a 240 milioni di anni luce dalla Terra © ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, elaborazione delle immagini di J.-C. Cuillandre (CEA Parigi-Saclay), G. Anselmi; CC BY-SA 3.0 IGO

IC 342: la “Galassia Nascosta”

Proseguendo il suo mandato di scrutatore dell’Universo oscuro, Euclid ha posto la sua attenzione su miliardi di galassie, e in particolare sulla IC 342, affettuosamente soprannominata “Galassia Nascosta”. La sua osservazione a infrarossi ha svelato segreti stellari fondamentali, portando alla luce analogie notevoli con la nostra Via Lattea, e promettendo nuove rivelazioni sull’influsso della materia e dell’energia oscura.

La galassia a spirale IC 342
La galassia a spirale IC 342 © ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, elaborazione delle immagini di J.-C. Cuillandre (CEA Parigi-Saclay), G. Anselmi; CC BY-SA 3.0 IGO

NGC 6822: una finestra sulla formazione galattica primordiale

Per dare forma a una mappa tridimensionale dell’Universo, Euclid ha iniziato a studiare galassie lontane fino a dieci miliardi di anni luce. Il primo soggetto osservato in questa categoria è stato NGC 6822, una galassia nana irregolare che, nonostante la sua apparenza caotica, rappresenta un tassello fondamentale nella comprensione della costruzione di sistemi stellari di dimensioni maggiori, come la nostra galassia. Sorprendentemente vicina in termini cosmici, questa galassia si trova a soli 1,6 milioni di anni luce di distanza.

La galassia NGC 6822 si trova a 1,6 milioni di anni luce dalla Terra
La galassia NGC 6822 si trova a 1,6 milioni di anni luce dalla Terra © ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, elaborazione delle immagini di J.-C. Cuillandre (CEA Parigi-Saclay), G. Anselmi; CC BY-SA 3.0 IGO

NGC 6397: un mosaico di stelle

Il telescopio Euclid ci ha regalato una visione mozzafiato dell’ammasso globulare NGC 6397, brillando come un diamante celeste a 7800 anni luce di distanza. La sua capacità di osservare e distinguere le numerose stelle che compongono questo ammasso è unica, e le stelle più deboli tra esse narrano storie antiche della Via Lattea e della presenza invisibile della materia oscura.

Un ammasso globulare – un insieme di stelle legate gravitazionalmente che non formano esattamente una galassia – chiamato NGC 6397 © ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, elaborazione delle immagini di J.-C. Cuillandre (CEA Parigi-Saclay), G. Anselmi; CC BY-SA 3.0 IGO

La Nebulosa Testa di Cavallo: un teatro stellare in esplorazione

In ultimo, ma non per importanza, Euclid ha rivolto il suo sguardo verso la Nebulosa Testa di Cavallo, offrendoci un panorama esclusivo e dettagliato di questa regione della costellazione di Orione. Gli astronomi attendono con impazienza che le nuove osservazioni rivelino mondi in formazione della massa di Giove, nane brune e stelle in nascita, che finora sono rimaste nascoste nella penombra cosmica.

La Nebulosa Testa di Cavallo, conosciuta anche come Barnard 33, fa parte della costellazione di Orione
La Nebulosa Testa di Cavallo, conosciuta anche come Barnard 33, fa parte della costellazione di Orione © ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, elaborazione delle immagini di J.-C. Cuillandre (CEA Parigi-Saclay), G. Anselmi; CC BY-SA 3.0 IGO