Ghiaccio sotto la superficie di Marte: la rilevazione di un radar italiano che cambia la storia

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Recentemente, una scoperta straordinaria è stata effettuata su Marte: l’esistenza di spessi strati di ghiaccio, estesi per chilometri, nel sottosuolo del pianeta. Questa rivelazione si basa sui dati forniti dal radar Marsis, strumento cruciale a bordo della missione Mars Express, gestita dall’Agenzia Spaziale Italiana e con la collaborazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Questo deposito rappresenta la più grande riserva d’acqua mai scoperta vicino all’equatore marziano, un dato di rilievo per la comprensione del pianeta.

Medusae Fossae, una regione geologica di vasta estensione lungo l’equatore di Marte, è al centro di questa scoperta. Oltre 15 anni fa, Mars Express aveva individuato in quest’area enigmatici depositi che raggiungevano i 2,5 chilometri di profondità. Studi recenti suggeriscono che questi depositi potrebbero essere enormi accumuli di ghiaccio, una teoria che rivoluziona la nostra comprensione della geologia marziana.

I dettagli rivelati dal Radar Marsis

Il radar Marsis, strumento progettato dalla Sapienza Università di Roma con il contributo del Jet Propulsion Laboratory della NASA e dell’Università dell’Iowa, ha fornito dati cruciali per questa scoperta. I nuovi dati mostrano che i depositi di Medusae Fossae si estendono fino a 3,7 chilometri nel sottosuolo, superando le precedenti stime. Il segnale rilevato è simile a quello delle calotte polari marziane, ricche di ghiaccio, evidenziando l’esistenza del più vasto deposito d’acqua in questa zona del pianeta.

La regione di Medusae Fossae, situata tra pianure e altopiani, gioca un ruolo significativo nella geologia di Marte. Caratterizzata da formazioni erose dal vento e vasti depositi di polvere, questa area ha sempre suscitato interesse scientifico. Inizialmente, l’incertezza riguardava la natura dei depositi: potevano essere accumuli di polvere, cenere vulcanica o sedimenti. Grazie ai nuovi dati del radar Marsis, si è potuto approfondire l’analisi di questi depositi. Andrea Cicchetti, ricercatore Inaf e co-autore dello studio, sottolinea che la presenza di ghiaccio è essenziale per spiegare le proprietà osservate, diversamente da quanto ci si aspetterebbe da semplici accumuli di polvere.

Eleonora Ammannito, ricercatrice dell’Agenzia Spaziale Italiana, enfatizza l’importanza di questo studio per le future missioni su Marte. L’Asi, in collaborazione con altre agenzie spaziali, sta valutando una missione ‘Ice mapper’ per mappare il ghiaccio sottosuperficiale, un passo fondamentale per lo sviluppo di future missioni umane sul pianeta. Il nuovo studio rivela che il deposito è composto da strati di polvere e ghiaccio, coperti da uno strato protettivo di polvere secca o cenere. Questa scoperta suggerisce che il clima di Marte è cambiato nel tempo, e la formazione di un tale deposito di ghiaccio non sarebbe possibile nel clima attuale del pianeta.

I depositi ghiacciati di Medusae Fossae sono di grande interesse per l’esplorazione umana futura di Marte. La loro posizione e estensione li rendono risorse vitali per le missioni spaziali, che dovranno atterrare vicino all’equatore. Tuttavia, la copertura di polvere rende questi depositi inaccessibili nel breve termine. La conoscenza della distribuzione del ghiaccio aiuta i ricercatori a comprendere meglio la storia idrica di Marte.