“Strade? Dove andiamo non servono strade!”. Sono passati oltre quarant’anni da quella celebre frase pronunciata da Doc Brown in Ritorno al futuro, eppure oggi sembra quasi diventare realtà. La DeLorean si appresta a librarsi in aria, stavolta senza trucchi cinematografici, flusso canalizzatore o plutonio. La casa automobilistica che ha accompagnato Marty McFly nei suoi balzi temporali ha svelato la propria partecipazione alle Airspeeder International Series, il campionato riservato ai veicoli volanti a propulsione elettrica. L’esordio è fissato per novembre 2026.
La notizia è stata resa pubblica il 13 ottobre nel corso del TechCrunch Disrupt di San Francisco. Secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale di Airspeeder, DeLorean Motor Company sarà il primo produttore statunitense a scendere in campo nella competizione, schierando una squadra che ne porterà il nome: DeLorean Airspeeder Team.
Per chi è cresciuto negli anni Ottanta, una precisazione è d’obbligo: non sarà la mitica DMC-12 a librarsi nei cieli, con le sue iconiche portiere ad ali di gabbiano e la scocca in acciaio inox, ma un velivolo elettrico completamente nuovo, decorato con i colori del marchio. Una scelta logica, visto che adattare una coupé del 1981 al volo avrebbe rappresentato una sfida ardua anche per lo stesso Doc Brown.
Otto rotori elettrici per far volare la nuova DeLorean
Nella stagione 2026-2027 la squadra scenderà in pista con l’Airspeeder Mk3C, un mezzo elettrico capace di decollo e atterraggio verticali, appartenente alla famiglia degli eVTOL. Si tratta di un’evoluzione del modello Mk3, progettato dalla società australiana Alauda Aeronautics, che sfrutta rotori elettrici per sollevarsi, accelerare e manovrare senza necessità di piste convenzionali.
Il prototipo Mk3 mostrato nel 2021 vantava già specifiche notevoli: otto rotori, un impianto propulsivo da 96 kW, un peso di circa 100 chili senza pilota a bordo e una velocità massima dichiarata oltre i 120 km/h. I dettagli definitivi del Mk3C targato DeLorean verranno svelati prima dell’esordio in gara.
Il velivolo verrà pilotato da remoto, con il pilota a terra. Le gare con piloti effettivamente seduti a bordo rappresentano una fase successiva nello sviluppo del progetto Airspeeder. Niente quindi mani strette al volante come faceva Marty McFly, ma vedere una DeLorean sospesa in aria resta comunque uno spettacolo suggestivo.
Il funzionamento delle corse tra veicoli volanti
Dimenticate per un attimo i tradizionali circuiti d’asfalto e i pit stop classici. Nelle gare Airspeeder il percorso prende forma nello spazio aereo tramite porte virtuali, che i piloti devono oltrepassare rispettando precise traiettorie e altitudini.
I velivoli si muovono liberamente nelle tre dimensioni: salgono, scendono, accelerano e affrontano curve strette sfruttando anche i movimenti verticali. Gli organizzatori la descrivono come una sorta di Formula 1 celeste. Ovviamente esiste una criticità che sui normali tracciati automobilistici si pone in modo diverso: scongiurare collisioni tra mezzi in volo.
Per questa ragione i veicoli sono equipaggiati con sistemi per il rilevamento di ostacoli, strumenti di comunicazione e tecnologie anticollisione. Sensori, radar e intelligenza artificiale lavorano insieme per garantire la sicurezza durante le competizioni. C’è poi la questione delle batterie: gli organizzatori hanno messo a punto meccanismi di sostituzione rapida, che permettono ai velivoli di rientrare in gara dopo una sosta, in modo simile al cambio gomme nelle corse automobilistiche.
L’iniziativa è nata dall’imprenditore australiano Matt Pearson, che crede fermamente nel potere delle competizioni di accelerare l’evoluzione tecnologica destinata, in futuro, anche al trasporto aereo civile. Del resto, numerose innovazioni oggi presenti nelle auto di tutti i giorni hanno avuto origine nei circuiti. Airspeeder punta ad applicare la stessa logica alla mobilità aerea elettrica, sfruttando le gare come banco di prova per motori, batterie e sistemi di controllo.
Entro il 2027 DeLorean punta a progettare un velivolo tutto suo
La partecipazione al campionato costituisce soltanto il primo passo del progetto. Per la stagione 2027-2028, DeLorean intende infatti collaborare con team di studenti ingegneri provenienti da diverse università statunitensi, incluse UC Berkeley e Georgia Tech, per sviluppare un nuovo velivolo.
L’obiettivo è dare spazio a giovani talenti nella progettazione di un mezzo che unisca performance, innovazione tecnologica e cura del design. Ed è proprio quest’ultimo aspetto a suscitare particolare curiosità.
La DeLorean originale, opera del designer Giorgetto Giugiaro, rappresentava già un’auto fuori dal comune al momento del suo lancio, tra il 1981 e il 1982. La carrozzeria in acciaio inossidabile, le forme angolari e le peculiari portiere la rendevano inconfondibile, ben prima che Robert Zemeckis la trasformasse nella più celebre macchina del tempo della storia del cinema.
La pellicola del 1985 le donò una seconda esistenza, probabilmente ben più longeva di quanto i suoi creatori avessero mai immaginato. Oggi quella fama diventa il punto di partenza per una nuova sfida tecnologica, come ha spiegato Cameron Wynne, a capo del brand DeLorean, nel presentare la nuova squadra:
Da quarant’anni le persone sognano una DeLorean che vola nel cielo. Abbiamo deciso che era arrivato il momento di trasformare quel sogno in realtà.
Prima che questi mezzi possano diventare un vero sistema di trasporto quotidiano, serviranno ancora anni di innovazione tecnologica, infrastrutture adeguate e permessi normativi. L’esordio agonistico, però, è già fissato per novembre. Nel 1989 Ritorno al futuro – Parte II collocava le automobili volanti nel 2015. Rispetto a quella visione fantascientifica siamo in ritardo di undici anni. Ma almeno, questa volta, conosciamo con certezza la data della prima gara.
