Pyrgi, stop al bagno in mare fino al 21 settembre: ecco perché

Pyrgi Guardia Costiera

Per tre settimane, nel tratto di mare che si affaccia sull’area archeologica di Pyrgi, a Santa Severa, sarà impossibile fare il bagno, gettare l’ancora o pescare. Dal 1° al 21 settembre 2026 la Capitaneria di Porto di Civitavecchia ha disposto l’interdizione di un tratto specifico di costa. La causa, tuttavia, non risiede in acque contaminate o in un’emergenza ecologica: sotto la superficie sono all’opera gli studiosi di archeologia.

L’ordinanza numero 102 del 1° settembre 2026 emessa dalla Guardia Costiera riguarda infatti le operazioni di esplorazione subacquea programmate all’interno della campagna di scavo condotta dalla Sapienza Università di Roma. Per operare sui fondali marini è indispensabile, in maniera piuttosto ovvia, che non transitino imbarcazioni sopra i sommozzatori né che questi ultimi si trovino circondati da bagnanti.

Cosa non si può fare davanti a Pyrgi fino al 21 settembre

Il divieto colpisce lo specchio d’acqua che si trova davanti al sito archeologico di Pyrgi, dunque un settore ben definito della costa e non l’intero litorale di Santa Marinella. All’interno del perimetro tracciato dall’ordinanza risultano proibiti il nuoto e la permanenza in acqua, la navigazione, l’ancoraggio e l’ormeggio delle imbarcazioni, la pesca sia professionale che sportiva, le immersioni e qualunque altra attività marittima non autorizzata.

Questa precisazione non è irrilevante, specie a settembre, quando l’espressione “divieto di balneazione” fa subito pensare a batteri fecali e controlli dell’Arpa. In questo caso, però, l’acqua non ha nulla a che fare con la questione: la restrizione è funzionale alla ricerca archeologica e alla tutela di chi lavora sotto la superficie marina.

L’ateneo romano ha previsto per settembre 2026 una tappa ulteriore del progetto Ricerche e scavi nel comprensorio di Pyrgi: il Santuario e il Quartiere pubblico-cerimoniale, incluso tra i “Grandi Scavi” dell’università. Il sito di Pyrgi rappresenta anche un’occasione di apprendimento sul campo per gli studenti dei corsi di Archeologia e Scienze archeologiche.

Il motivo per cui gli studiosi indagano anche i fondali marini

Oggi Pyrgi si presenta come una fascia di litorale adiacente al Castello di Santa Severa. Oltre duemila anni fa, invece, costituiva uno degli approdi sul Mediterraneo di Caere, l’odierna Cerveteri, una delle città più rilevanti dell’Etruria antica.

Come sottolinea la stessa Sapienza, il porto e l’ampio santuario dedicato alla navigazione erano strettamente connessi ai commerci che avevano reso prospera la città etrusca. Pyrgi vantava una collocazione strategica lungo le rotte del Mar Tirreno, e proprio da quest’area del santuario provengono le rinomate lamine d’oro di Pyrgi, tra i ritrovamenti più significativi dell’archeologia etrusca.

Le campagne di scavo universitarie in questo luogo proseguono ininterrottamente dal 1957, anno in cui furono avviate da Massimo Pallottino. La ricerca non si limita comunque alla riva. Il mare, nel corso dei secoli, ha trasformato la linea costiera, e i fondali di fronte a Santa Severa costituiscono da tempo un elemento fondamentale dell’indagine sul sistema portuale antico.

Il Ministero della Cultura illustra inoltre il Museo del Mare e della Navigazione Antica di Santa Severa come una struttura pensata appositamente per preservare e divulgare le testimonianze rinvenute lungo questo segmento di costa, con un focus particolare sul porto di Pyrgi e sull’archeologia subacquea.

Tre settimane di ancore ferme sopra un frammento di storia

Secondo quanto stabilito dall’ordinanza, l’interdizione si concluderà il 21 settembre. Fino a quella data, quel segmento di mare dovrà restare sgombro dalle consuete attività di bagno, pesca e navigazione da diporto, mentre continuano le operazioni di esplorazione.

Non è ancora possibile prevedere cosa emergerà dalla campagna del 2026, e sarebbe azzardato definire una scoperta ciò che per ora è soltanto un’esplorazione, prima ancora che gli esperti abbiano terminato le loro osservazioni. Pyrgi possiede però una peculiarità capace di ricordare con efficacia quanto sia labile il confine tra una semplice spiaggia e un sito di interesse storico: qui è sufficiente allontanarsi di pochi metri dalla riva perché lo scavo prosegua sotto la superficie dell’acqua. Per tre settimane, dunque, anche le ancore dovranno pazientare.