L’ibrido plug-in nel mirino dell’Europa, l’inizio della fine?

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Dal 2025, l’Europa potrebbe penalizzare i veicoli ibridi plug-in a causa delle loro emissioni, mettendo a rischio il futuro di questa tecnologia. Nel mercato automobilistico, dove le opzioni di motorizzazione sono numerose, ogni tipo di veicolo ha i suoi vantaggi e svantaggi. L’auto elettrica pura è ideale per alcuni, mentre altri trovano indispensabile il motore termico.

L’ibrido plug-in è stato a lungo considerato “il meglio dei due mondi”, combinando una batteria elettrica, che consente di percorrere alcuni chilometri senza emissioni di CO2, con un motore termico capace di effettuare lunghi viaggi senza le soste prolungate necessarie per ricaricare i veicoli elettrici.

Le nuove norme europee sulle emissioni degli ibridi plug-in

Secondo quanto riportato dai nostri colleghi de Les Echos, una modifica regolamentare a livello europeo potrebbe, dal prossimo anno, far raddoppiare le emissioni ufficiali dei veicoli ibridi plug-in, noti anche come PHEV (Plug-In Hybrid Vehicle). E non è tutto: entro il 2027, queste emissioni potrebbero addirittura triplicare. Questa evoluzione sarebbe il risultato di uno studio della Commissione europea pubblicato a maggio, che ha evidenziato significative discrepanze tra i valori ufficiali delle emissioni e la realtà.

Discrepanze tra teoria e realtà

Lo studio della Commissione europea, basato sulla raccolta di dati di centinaia di migliaia di veicoli, ha rivelato che i consumi dei veicoli termici erano sottovalutati di circa il 21%. Tuttavia, per gli ibridi plug-in, la differenza tra i dati ufficiali e la realtà poteva superare il 300%. Su 123.740 veicoli analizzati, il consumo teorico dichiarato dai costruttori era di 1,69 l/100 km, contro un consumo reale di 5,94 l/100 km.

Conseguenze per i produttori

Questa differenza è dovuta a un ciclo di omologazione che presume che l’elettrico rappresenti tra il 70% e l’85% del tempo di utilizzo del veicolo, mentre in realtà questa percentuale sarebbe compresa tra l’11% e il 15%. Questo è dovuto soprattutto a molti utenti che ricaricano poco o per nulla la batteria elettrica, come indicato da uno studio dell’ONG Transport & Environment.

Se queste nuove regolamentazioni entreranno in vigore, potrebbero far raddoppiare o addirittura triplicare le emissioni inquinanti degli ibridi plug-in, con un impatto significativo sui costruttori automobilistici. La normativa CAFE (Corporate Average Fuel Economy) impone ai costruttori limiti medi di emissioni di CO2 da non superare. Un aumento delle emissioni dei PHEV potrebbe penalizzare gravemente le marche che puntano su questa tecnologia, mettendo in discussione la loro sostenibilità a lungo termine.

Il futuro degli ibridi plug-in appare incerto di fronte alle nuove regolamentazioni europee previste per il 2025. I costruttori potrebbero dover rivedere le loro strategie per conformarsi alle nuove normative ed evitare sanzioni severe.