Il futuro del Sistema Solare secondo il Telescopio Webb: il Sole inghiottirà i pianeti

Entra nel nuovo canale WhatsApp di NextMe.it Sole che inghiotte pianeti

Il Telescopio Spaziale James Webb (JWST) della NASA ha gettato luce su ciò che attende il nostro sistema solare tra circa 5 miliardi di anni. Secondo gli studi basati sui dati raccolti dal JWST, il Sole, destinato a diventare una gigante rossa cento volte più grande dell’attuale, si trasformerà successivamente in una nana bianca delle dimensioni terrestri. Questo evento cosmico porterà alla possibile fine di Mercurio e, molto probabilmente, di Venere e forse anche della Terra, che verranno inghiottiti dal Sole in questa fase di trasformazione. Al contrario, i pianeti più distanti come Giove potrebbero sfuggire a questo destino, sebbene possano trovarsi spostati o addirittura espulsi dal sistema solare.

Gli astronomi hanno raggiunto queste conclusioni attraverso l’osservazione di pianeti in orbite simili a quelle del nostro sistema solare, ma attorno a stelle nane bianche, grazie al JWST. Queste osservazioni suggeriscono che pianeti di grandi dimensioni, simili ai giganti gassosi del nostro sistema solare esterno, possono sopravvivere alla fase critica in cui la loro stella madre diventa una gigante rossa.

Rivelazioni del JWST sui pianeti e le nane bianche

Le nane bianche rappresentano un punto focale intrigante per la ricerca di pianeti extrasolari, grazie alla loro luminosità ridotta all’uno per cento di quella del Sole. Questa caratteristica facilita il compito dei telescopi di oscurare la luce stellare per individuare il debole bagliore dei pianeti circostanti. Sfruttando il JWST, Susan Mullally, un’astronoma dello Space Telescope Science Institute, insieme ai suoi colleghi, ha studiato quattro nane bianche situate entro 75 anni luce dalla Terra. Durante queste osservazioni, sono stati scoperti oggetti che sembrano essere pianeti intorno a due di queste nane bianche.

Uno di questi corpi celesti ha una massa 1,3 volte superiore a quella di Giove e segue un’orbita simile a quella di Saturno, mentre l’altro possiede una massa 2,5 volte maggiore rispetto a Giove e un’orbita leggermente più ampia di quella di Nettuno. Queste scoperte suggeriscono che pianeti simili a Giove e Saturno possono effettivamente sopravvivere all’evoluzione della loro stella madre fino alla trasformazione in nana bianca. Questi risultati sono stati pubblicati sul server di arXiv e accettati per la pubblicazione su The Astrophysical Journal Letters, segnando un passo significativo nella comprensione della sopravvivenza planetaria post-evoluzione stellare.

Prima di questo studio, esistevano solo indizi di pianeti orbitanti attorno a nane bianche, basati su osservazioni che mostravano come queste stelle venissero periodicamente oscurate dai pianeti in orbita. In precedenza, il telescopio Spitzer della NASA aveva individuato un possibile pianeta in orbita attorno a una nana bianca con un’orbita eccezionalmente grande, sollevando domande tra gli astronomi. Tuttavia, fino alle osservazioni del telescopio Webb, non erano stati rilevati pianeti in orbite più vicine, simili a quelle di Giove e Saturno.