Vespa preistorica intrappolata nell’ambra: il tesoro fossile spagnolo

Vespa fossilizzata

Un gruppo di scienziati internazionali ha portato alla luce un reperto straordinario presso il giacimento di El Soplao, situato nella regione della Cantabria, in territorio spagnolo. Intrappolata in un pezzo di resina fossile che risale a circa 105 milioni di anni or sono, è emersa una specie inedita di vespa antica, battezzata Cretevania orgonomecorum.

Lo stato di preservazione del reperto è così straordinario da consentire l’osservazione tridimensionale dell’anatomia interna dell’insetto, aprendo uno spiraglio senza precedenti sul Cretaceo intermedio, il periodo geologico in cui i grandi rettili preistorici erano i dominatori del pianeta. Il rinvenimento assume rilevanza non soltanto per l’identificazione di una specie mai documentata prima, ma consente altresì di rivedere la tassonomia del gruppo Cretevania, attraverso l’analisi di caratteristiche morfologiche peculiari quali la conformazione delle appendici sensoriali e il pattern delle nervature alari.

Vespa fossilizzata
@Palaeoentomology

El Soplao: un archivio paleontologico del periodo cretacico

La località di El Soplao è rinomata per le sue spettacolari inclusioni paleontologiche: oltre 1.500 esemplari catalogati e non meno di 30 taxa identificati fino ad oggi. La resina fossile locale ha inglobato artropodi, aracnidi e materiale botanico, restituendo un’istantanea di habitat che alternavano caratteristiche continentali e costiere.

Questa condizione ha favorito la conservazione di tessuti delicati e dettagli anatomici interni di organismi che diversamente sarebbero andati distrutti. Secondo gli studiosi, la qualità eccezionale del materiale fossile rende El Soplao un autentico osservatorio naturale, dove ogni ritrovamento contribuisce alla comprensione della varietà biologica e delle dinamiche ecologiche del periodo cretacico.

Un imenottero dalle caratteristiche distintive

Cretevania orgonomecorum si contraddistingue per proporzioni corporee superiori rispetto agli altri membri del medesimo genere e per tratti morfologici esclusivi che ne semplificano l’identificazione. La scoperta permette inoltre di stabilire paragoni con specie affini rinvenute nel continente asiatico, ipotizzando collegamenti biogeografici e rotte di migrazione tra masse continentali separate da milioni di anni.

Oltre ad arricchire le informazioni sulla varietà biologica del passato remoto, il ritrovamento di C. orgonomecorum offre nuovi elementi diagnostici per riconoscere ulteriori rappresentanti del genere. La ricerca, apparsa sulla rivista Palaeoentomology, sottolinea l’importanza dei giacimenti fossiliferi iberici e la loro capacità di correlare informazioni paleontologiche con la storia evolutiva degli ambienti cretacei su scala globale. Cretevania orgonomecorum si configura quindi come una testimone del tempo profondo, che consente di scrutare un universo preistorico con una precisione mai raggiunta prima e di apprezzare la ricchezza della vita esistente 100 milioni di anni or sono.

Fonte: Palaeoentomology