Un buco nero sta crescendo troppo in fretta e gli scienziati non capiscono il perché: le possibili conseguenze

Entra nel nuovo canale WhatsApp di NextMe.it Buco nero illustrazione artistica

C’è un buco nero molto strano che sta facendo impazzire gli astronomi di tutto il mondo. Si trova in una galassia lontanissima, chiamata GN-z11, che è più piccola della nostra Via Lattea. Ma il buco nero è enorme, raggiunge 1,6 milioni di masse solari e continua a “mangiare” tutto quello che gli passa vicino.

Si è formato quando l’universo era ancora un bambino, aveva solo 420 milioni di anni, ora ne ha quasi 14 miliardi. Quello che stupisce gli scienziati è: come ha fatto a crescere così in fretta? Ci sono tre possibili risposte, ma nessuna è sicura. Per scoprire questo buco nero, gli astronomi hanno usato un telescopio spaziale molto potente, il James Webb, che è stato costruito insieme da tre paesi: gli Stati Uniti, l’Europa e il Canada. La ricerca è stata fatta da un gruppo di studiosi dell’Università di Cambridge, in Inghilterra, e della Scuola Normale Superiore di Pisa, in Italia. Hanno pubblicato i loro risultati su un sito web dove si possono leggere gli articoli scientifici.

Un mistero cosmico

Il problema che vogliono risolvere è capire come è nato un buco nero così grosso in una galassia così piccola, e come ha fatto a ingrassare così tanto dopo il Big Bang, l’esplosione che ha dato origine all’universo. Le tre possibili spiegazioni sono queste: la prima dice che il buco nero è nato insieme all’universo, quando tutto era molto caldo e confuso. La seconda dice che il buco nero ha saltato le tappe normali di crescita, diventando subito gigante. La terza dice che i buchi neri possono crescere molto più velocemente di quanto si pensasse prima.

Ma nessuna di queste spiegazioni è facile da dimostrare. Roberto Maiolino, uno degli scienziati che ha fatto la ricerca, dice che sembra impossibile che il buco nero si sia formato solo 440 milioni di anni dopo il Big Bang, perché non c’era abbastanza tempo per crescere così tanto. Maiolino dice che forse bisogna cercare altri buchi neri molto antichi e grandi che sono nati prima delle stelle, per capire meglio come funzionano.

Per fare questo, ci vorrebbe un telescopio ancora più potente, che si chiama ELT, e che si sta costruendo in Cile, in un deserto molto secco. Questo telescopio avrà uno specchio cinque volte più grande di quello del James Webb, e potrà fare foto più chiare dello spazio. Maiolino ha anche rassicurato che non c’è motivo di preoccuparsi per la Terra, poiché i buchi neri, per quanto affascinanti, non rappresentano una minaccia per la Terra.