TON 618, il buco nero più grande mai scoperto: ha una massa 66 miliardi di volte più del Sole

Entra nel nuovo canale WhatsApp di NextMe.it Buco nero

Il Quasar TON 618, situato a 10,4 miliardi di anni luce di distanza dalla Terra nella costellazione dei Cani da Caccia, cela al suo interno un buco nero di proporzioni colossali. Questo buco nero supermassiccio ha una massa stimata in 66 miliardi di volte quella del nostro Sole, rendendolo uno degli oggetti astronomici più imponenti conosciuti.

Per comprendere l’enormità del buco nero TON 618, consideriamo la massa del nostro Sole, che è di circa 2 × 10^30 kg. In confronto, la massa di TON 618 raggiunge un valore astronomico di 1,32 x 10^41 kg. Immaginare un numero così vasto, pari a un 1 seguito da 41 zeri di kg, è una sfida che sfiora i limiti dell’immaginazione umana.

Che cos’è un Quasar?

I Quasar sono fenomeni astronomici di grande energia situati nei nuclei di alcune galassie. Si pensa che siano alimentati dall’accumulo di gas attorno a buchi neri supermassicci, con una massa che supera centinaia di migliaia di volte quella del Sole. La voracità di questi buchi neri è tale che possono inghiottire l’equivalente della massa di centinaia di pianeti Terra ogni minuto. La loro formazione è spesso il risultato della fusione di galassie, un processo che porta all’unione dei rispettivi buchi neri centrali e all’accumulo di una piccola percentuale del loro gas, formando così un disco di accrescimento in un arco temporale di circa 10 milioni di anni.

Durante la fase di fusione delle galassie, la conversione dell’energia gravitazionale in energia termica e gli elevati attriti causano un notevole surriscaldamento del gas, che può raggiungere centinaia di migliaia di gradi. Questo processo, unito all’accelerazione del gas a velocità relativistiche e a meccanismi come i processi di sincrotrone e compton inverso nelle bande radio e gamma, fa sì che una parte della massa accresciuta venga emessa sotto forma di radiazione. Tale radiazione può raggiungere livelli di luminosità straordinari, equivalenti a un milione di miliardi di soli.

Il termine “Quasar” deriva dalla loro scoperta come potenti sorgenti radio. In apparenza simili a stelle molto lontane per via del loro aspetto puntiforme nell’ottico, questi oggetti mostravano un’insolita emissione radio, da cui il nome “quasi-stellar” object. Questa espressione, contratta, ha dato vita al termine “quasar”.