Durante una riunione di lunedì sera, i gruppi di lavoro di Walt Disney e OpenAI stavano ancora collaborando attivamente su un’iniziativa comune incentrata su Sora. Mezz’ora dopo la conclusione dell’incontro, il personale Disney ha scoperto che l’applicazione su cui stavano lavorando congiuntamente aveva cessato di esistere.
Il 24 marzo, martedì, OpenAI ha comunicato ufficialmente la cessazione di Sora, la piattaforma dedicata alla creazione di filmati brevi mediante intelligenza artificiale. Proprio questa tecnologia, nei mesi precedenti, aveva dominato la scena dei social network, prima di cominciare a suscitare diffidenza e generare serie inquietudini, tanto nel mondo di Hollywood quanto in altri settori. La comunicazione è stata diffusa attraverso un messaggio pubblicato sull’account X ufficiale di Sora, nel quale la società ha dichiarato:
We’re saying goodbye to Sora. To everyone who created with Sora, shared it, and built community around it: thank you. What you made with Sora mattered, and we know this news is disappointing. We’ll share more soon, including timelines for the app and API and details on preserving your work.
Salutiamo Sora. A chiunque abbia realizzato contenuti con Sora, li abbia condivisi e abbia creato una comunità intorno a questa tecnologia: grazie. Quello che avete prodotto con Sora ha avuto valore e comprendiamo che questa comunicazione sia deludente. Forniremo presto maggiori dettagli, compresi i tempi relativi all’applicazione e all’API, oltre alle modalità per conservare i vostri contenuti.
Le motivazioni dietro la chiusura di Sora
Le spiegazioni ufficiali non sono state fornite in modo approfondito, sebbene il contesto emerso dalle dichiarazioni rilasciate ai giornalisti risulti piuttosto evidente. Un rappresentante di OpenAI ha chiarito che, con l’incremento della richiesta di potenza computazionale, il gruppo di ricerca di Sora si dedicherà alla simulazione della realtà fisica per sviluppare la robotica, aggiungendo che l’organizzazione deve compiere decisioni complesse riguardo ai prodotti con elevati costi computazionali.
La dismissione avviene mentre OpenAI si prepara alla quotazione in borsa, prevista entro fine anno, e un’applicazione che consuma ingenti risorse di calcolo rappresenta l’ultimo ostacolo di cui un’impresa ha bisogno quando deve persuadere gli investitori. Secondo quanto emerso, le spese di gestione di Sora erano eccessive rispetto ai risultati ottenuti, specialmente se paragonate ad altri servizi.
Come evidenziato dal Wall Street Journal, la direttrice delle applicazioni di OpenAI, Fidji Simo, aveva già informato i collaboratori questo mese che l’impresa non avrebbe potuto concedersi «dispersioni di energie», tracciando un chiaro orientamento verso le funzionalità di intelligenza artificiale agentiva — ovvero quei sistemi capaci di operare autonomamente su dispositivi per sviluppare software, esaminare informazioni e completare altre mansioni. Sempre secondo il Wall Street Journal, il direttore generale di OpenAI Sam Altman avrebbe illustrato le modifiche al team martedì, affermando che l’azienda avrebbe gradualmente abbandonato i prodotti basati sui modelli di generazione video. Oltre alla piattaforma consumer, OpenAI cesserà anche una versione di Sora destinata agli sviluppatori e non fornirà più supporto alla funzione video integrata in ChatGPT.
Un percorso effimero, tra successi e controversie
OpenAI ha presentato Sora nel settembre 2025 per permettere agli utenti di realizzare e distribuire filmati generati dall’intelligenza artificiale su piattaforme analoghe ai social network: un programma in grado di produrre contenuti video di livello cinematografico partendo da istruzioni testuali. Il debutto aveva riscosso un successo immediato e l’applicazione era diventata la più scaricata nella sezione Foto e Video dell’App Store iOS nel giro di ventiquattro ore dal rilascio.
Le criticità emergono rapidamente e in breve tempo un numero sempre maggiore di organizzazioni, studiosi ed esperti inizia a manifestare una certa apprensione, correlata ai potenziali pericoli di questa applicazione, che permette a chiunque di generare filmati AI su qualsiasi argomento tramite un semplice comando testuale, con la conseguente diffusione di contenuti non consensuali e deepfake altamente realistici. OpenAI è stata obbligata a intervenire sulle riproduzioni di figure pubbliche – inclusi Robin Williams, Martin Luther King, Bryan Cranston, Michael Jackson e Mister Rogers – utilizzati in scenari bizzarri e spesso considerati inappropriati, ma solamente dopo le contestazioni degli eredi e di un’associazione di attori.
Il miliardo di Disney che svanisce nel nulla
La cessazione di Sora comporta un’altra perdita significativa. Appena tre mesi or sono Disney aveva sottoscritto un’intesa triennale con OpenAI, Sora avrebbe potuto creare video con oltre 200 personaggi concessi in licenza tra Disney, Marvel, Pixar e Star Wars, con Disney+ che avrebbe integrato una selezione curata di filmati realizzati tramite l’app. Un investimento da un miliardo di dollari, la cui operazione, tuttavia, non era ancora stata completata, e a questo punto non lo sarà mai.
Come comunicato nel messaggio su X, OpenAI ha annunciato che condividerà a breve le scadenze per la dismissione e le procedure per salvaguardare i materiali già prodotti dagli utenti.
