La battaglia dei diritti d’autore: scrittori contro OpenAI

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Lo scorso mese, un insieme di scrittori rinomati ha dichiarato di intentare causa a OpenAI, la società dietro ChatGPT, accusandola di aver addestrato i suoi modelli linguistici avanzati usando i loro libri come materiale sorgente.

John Grisham, famoso autore di thriller legali, è uno dei principali querelanti in questa causa. Recentemente, ha condiviso le sue riflessioni sulla tecnologia AI con la BBC, definendola un rischio potenziale per la comunità degli scrittori, una minaccia difficile da quantificare o anticipare.

Durante una recente intervista con la BBC, Grisham ha commentato: “Dopo 30 anni di cause contro di me per varie ragioni, è il momento di rivendicare i miei diritti”. Vale la pena ricordare che Grisham, con la sua esperienza come avvocato e autore di decine di romanzi, ha una comprensione approfondita delle questioni legali, rendendolo un avversario da non sottovalutare.

Altri autori di rilievo coinvolti sono George R.R. Martin e Jonathan Franzen, e hanno anche ricevuto il supporto della rinomata Author’s Guild.

La causa sostiene che OpenAI ha prosperato violando diritti d’autore, senza ottenere il consenso degli autori o compensarli. Gli scrittori temono che tali modelli linguistici rappresentino un rischio per la loro capacità di mantenere una carriera stabile e redditizia.

Gli autori affermano: “Senza l’utilizzo non autorizzato delle opere degli autori, OpenAI non avrebbe prodotti con cui competere sul mercato”.

Mentre resta da vedere come il tribunale valuterà queste rivendicazioni, è chiaro che OpenAI sta affrontando un crescente esame critico riguardo alle sue pratiche di raccolta dati. Grisham, pur non entrando nei dettagli del caso, ha espresso un certo scetticismo verso il sistema legale, citando preoccupazioni per ingiustizie più ampie nel sistema giuridico.