Messaggi truffa su WhatsApp: “Ciao papà questo è il mio nuovo numero di telefono”

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Nelle ultime settimane, si è assistito a una moltiplicazione dei tentativi di truffa tramite messaggi su WhatsApp. Il messaggio che circola è apparentemente innocuo e simula una situazione di emergenza familiare: in questa comunicazione, un presunto figlio informa il genitore di aver perso o danneggiato il proprio telefono e di aver attivato un nuovo numero di telefono. Nel dettaglio, è possibile ricevere un messaggio simile:

Ciao papà, ho perso il telefono, questo è il mio nuovo numero, puoi salvarlo e scrivermi su whatsapp?

La plausibilità di tale messaggio per chi ha figli è notevole. Inizialmente, non sono richiesti né soldi né dati personali, ma si presenta come un semplice aggiornamento di contatto. Tuttavia, la vera natura della truffa emerge solo in un secondo momento.

Come si sviluppa la truffa?

Una volta che il genitore contatta il nuovo numero, i primi scambi di messaggi non sollevano sospetti, simulando una normale conversazione. Successivamente, però, iniziano le richieste di denaro. Queste possono variare da somme per il pagamento di bollette, spesso giustificate da un presunto malfunzionamento dell’app bancaria, a richieste di trasferimenti più cospicui per l’acquisto di strumentazioni informatiche necessarie per lo studio o il lavoro.

I truffatori preferiscono il bonifico istantaneo, che non permette revoca e quindi elimina la possibilità di ripensamenti da parte della vittima. In alcuni casi, i messaggi giustificano il cambiamento del numero con la caduta del telefono o un malfunzionamento. Altri messaggi, invece, parlano di uno smarrimento del dispositivo, implicando anche la perdita della scheda SIM e la necessità di attivarne una nuova.

Altre truffe comuni su WhatsApp

In aggiunta alla truffa del nuovo numero, esistono altre metodiche fraudolente frequentemente segnalate:

  1. Truffa della ricarica telefonica: Viene richiesto di effettuare una ricarica su un numero specifico per sbloccare un presunto premio o partecipare a un concorso.
  2. Numeri premium: Questo schema invoglia a chiamare numeri a pagamento o inviare messaggi a costi elevati per accedere a servizi o contenuti inesistenti​.
  3. Malware e phishing: Alcuni messaggi contengono link che, se cliccati, possono installare malware sul dispositivo o reindirizzare a pagine che mirano al furto di identità​ .
  4. Truffa del codice di sicurezza: Un conoscente potrebbe chiedervi di inoltrargli un codice ricevuto per errore, ma in realtà è un tentativo di prendere controllo del vostro account WhatsApp​.
  5. Truffe stagionali: Ad esempio, vicino alle festività pasquali circolano messaggi che promettono premi come uova di cioccolato in cambio di piccoli pagamenti per spese di spedizione. Questi link conducono invece a siti truffaldini che rubano dati di carte di credito​.

Come difendersi

Per proteggersi da queste e altre truffe, è fondamentale adottare misure precauzionali:

  • Diffidenza: Trattate con grande scetticismo le richieste di denaro o dati personali, soprattutto se provenienti da numeri sconosciuti o inaspettati.
  • Verifica: Prima di rispondere o agire, verificate l’identità del mittente attraverso canali indipendenti.
  • Sicurezza informatica: Mantenete il software antivirus aggiornato e evitate di cliccare su link sospetti o di scaricare file da fonti non affidabili​.
  • Educazione continua: Informatevi sulle nuove truffe e diffondete la conoscenza tra amici e familiari per ridurre il rischio di cadere in queste trappole.

Queste prassi non solo aiutano a tutelare i propri dati personali ma anche a preservare la sicurezza del proprio ambiente digitale. Le forze dell’ordine suggeriscono di non rispondere a messaggi di questo tipo. Se si è già caduti nel tranello rispondendo, è vitale non accontentare nessuna delle richieste economiche o informative avanzate. Si consiglia di cancellare la chat e, se il numero è stato salvato, di eliminarlo dalla propria rubrica. Se sospettate di essere stati vittime di una truffa, è importante segnalarlo immediatamente alle autorità competenti.