Maxi blackout di cellulari negli USA: colpa delle tempeste solari?

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Nella mattinata di ieri, 21 febbraio 2024, il Nord America si è risvegliato di fronte a un fenomeno che ha colpito su scala nazionale: un’interruzione del servizio di telefonia cellulare di AT&T. Molteplici voci hanno iniziato a circolare, attribuendo la responsabilità di tale disservizio a due brillamenti solari di classe X originati dalla regione della macchia solare 3590. Tuttavia, questa teoria si è rapidamente rivelata infondata.

Christian Harris, un’autorità in materia presso Space Weather Trackers, ha chiarito in un post dettagliato il motivo per cui il meteo spaziale non può essere considerato il colpevole di questa interruzione. Egli insiste sul fatto che non vi è alcuna relazione causale tra i due eventi.

Facciamo chiarezza

Va precisato che i brillamenti solari influenzano principalmente le comunicazioni a frequenze alte, specificamente le onde radio (1-30 MHz) che si affidano a un determinato strato dell’ionosfera per riflettersi verso il suolo. Queste onde, durante il giorno, vengono assorbite dalla parte illuminata dell’ionosfera, provocando blackout radio per determinati intervalli. I dispositivi mobili, tuttavia, non necessitano dell’ionosfera per funzionare e utilizzano frequenze molto superiori, circa trecento volte maggiori rispetto a quelle impattate dai brillamenti solari.

Inoltre, le eruzioni solari si sono verificate durante le ore notturne in Nord America. Questo dettaglio rende ancora meno plausibile qualsiasi collegamento tra i brillamenti solari e le interruzioni dei servizi di telefonia cellulare, dal momento che l’ionosfera non è stata influenzata in alcun modo rilevante da questi eventi solari.

Sebbene esistano teoricamente modalità indirette attraverso le quali un brillamento solare potrebbe interferire con il funzionamento dei telefoni cellulari, queste sarebbero legate a perturbazioni geomagnetiche e a variazioni nel campo magnetico terrestre, che non si sono verificate durante le interruzioni di servizio. È quindi più ragionevole ipotizzare che le cause dell’interruzione risiedano in fattori molto più terreni e interni alla rete di AT&T.