Le gigacostellazioni satellitari potrebbero indebolire il campo magnetico terrestre?

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Negli ultimi vent’anni, il settore spaziale ha conosciuto una crescita pressoché esponenziale, con un proliferare di start-up dedicate, spinte dall’evoluzione tecnologica che ha semplificato l’accesso allo spazio extraterrestre. Al vertice di questo dinamismo troviamo SpaceX, azienda che ha dato vita a una costellazione di quasi 6.000 satelliti. Il contesto favorevole, sia dal punto di vista culturale che economico e politico, ha contribuito significativamente all’espansione di questo ambito.

Tuttavia, il fiorente mercato spaziale porta con sé anche diverse problematiche, in particolare la questione dei rifiuti spaziali. Questi detriti, capaci di rimanere in orbita per anni, rappresentano una minaccia per le missioni spaziali con equipaggio a bordo. Un’altra preoccupazione riguarda l’effetto negativo che la presenza dei satelliti potrebbe avere sull’astronomia. La loro numerosità potrebbe, infatti, limitare la capacità degli scienziati di osservare fenomeni cosmici, studiare l’universo e individuare asteroidi in prossimità del nostro pianeta. Secondo alcuni studi, l’accumulo di particelle derivanti dai satelliti potrebbe generare una sorta di rete conduttiva.

Nel nuovo articolo teorico, caricato nel database prestampato arXiv nel dicembre 2023 ma non ancora sottoposto a revisione paritaria, Sierra Solter-Hunt, dottoranda presso l’Università dell’Islanda, ha proposto che questa polvere atmosferica dei veicoli spaziali possa compromettere la magnetosfera. In poche parole, se tale rete dovesse caricarsi elettricamente, potrebbe ostacolare l’espansione normale del campo geomagnetico terrestre oltre la ionosfera, riducendo così la capacità di protezione del campo magnetico contro i raggi cosmici.

 

Le preoccupazioni legate ai rifiuti spaziali e all’impatto sulla ricerca astronomica

L’astronoma Samantha Lawler, dell’Università di Regina, ha sottolineato l’importanza di recenti ricerche in questo ambito, considerandole un passo fondamentale verso la comprensione delle possibili conseguenze dell’accumulo di polvere da satelliti. Queste particelle, infatti, potrebbero avere effetti molto più gravi e diversificati di quanto osservato o previsto fino ad ora.

Nonostante ciò, alcuni esperti rimangono scettici riguardo le ipotesi avanzate da Solter-Hunt, descrivendole come semplicistiche e improbabili. Ad oggi, manca un modello chiaro che possa spiegare come la polvere spaziale si depositi nell’atmosfera, la sua permanenza e il suo potenziale conduttivo. Inoltre, vi sono dubbi sulle previsioni di Solter-Hunt relative al futuro numero di satelliti in orbita, considerate da alcuni esagerate.