La pesca sostenibile contro lo stress dei pesci

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L’ecosistema marino è fondamentale per l’Italia. Il Mediterraneo non lambisce solo l’Italia per tre quarti. Il Mediterraneo crea opportunità, unione e posti di lavoro. È un’ambiente che va protetto, sviluppato in modo responsabile e sempre rispettato. E la sua flora e fauna sono un indicatore della salute dei fondali italiani.

Secondo una ricerca dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, il livello di stress nei pesci indica lo stato di salute dell’ecosistema marino. Per la prima volta per questo settore, scienziati e ricercatori hanno misurato cortisolo e cortisone in quello che, comunemente, viene chiamato “pesce sentinella.” Studiando i livelli di questi elementi nell’epidermide e nelle scaglie dei pesci, i ricercatori dell’università veneziana hanno individuato stress acuto e cronico negli animali marini, un parametro che permette di misurare la qualità dell’ambiente acquatico.

La qualità di vita include anche lo studio delle condizioni per la sopravvivenza delle specie marine e quelle che possono essere a rischio. Accurato e preciso, questo metodo di studio non è invasivo sui pesci e può essere replicato su altri animali marini. Ma questo è stato solo il primo passo della ricerca. La prossima fase aiuterà a determinare quali siano le attività umane che causano stress ai pesci e come il cambiamento climatico abbia un effetto sui loro livelli di cortisolo e cortisone.

Infatti, se la salute dei pesci è fondamentale, è anche importante creare un mondo sano e sostenibile. Anche in superficie. In Italia, l’industria della pesca sfrutta il 71% delle popolazioni ittiche, oltre il limite massimo biologico e per la tutela di questa fauna marina. Per questo, associazioni come Federpesca vogliono promuovere un modello di industria green.

Gli italiani sono sempre più consapevoli del concetto di “pesca sostenibile.” Lo dimostrano i numeri rivelati dalla ricerca di UGL Agroalimentare e realizzata dall’Istituto demoscopico Lab21.01. Nel 2023, il 58,1% dei consumatori italiani conoscono il concetto di pesca green ed oltre l’80% si dichiara disposto a scegliere prodotti rispettosi dell’ambiente, anche pescati con metodi artigianali.

Ma la pesca moderna è anche tecnologica e non per questo meno sostenibile. Strumenti tech possono migliorare diverse industrie come prova RS (clicca qui per saperne di più), inclusa quella ittica. Tra le innovazioni a disposizione di pescatori ed aziende ittiche c’è la tecnologia laser intelligente. Questa innovazione permette di simulare l’ambiente marino, anche con una visualizzazione 3D, con fotocamere ed intelligenza artificiale per l’analisi dei dati e delle immagini ricevute dai laser.

Poi ci sono le reti da pesca intelligenti, create da SMARTFISH, per prendere solo le specie marine desiderate mentre le altre rimangono libere. Con luci LED, queste reti smart permettono di non pescare più del necessario e pesci che non si desidera, causando stress inutile sull’ecosistema marino.

Interessante è anche l’uso della tecnologia blockchain. Solitamente usata per le monete digitali, questa innovazione può aiutare a creare un registro digitale che non può essere manomesso o falsificato per tracciare la filiera ittica, dal momento della pesca fino all’arrivo in tavola. Contro le frodi ed a favore di un’industria tracciabile e sostenibile, la blockchain è uno strumento tech impossibile da hackerare, una garanzia per aziende ittiche e per consumatori.