La Luna si sta restringendo, l’allarme degli esperti: “Maggiori rischi per le missioni umane”

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Recentemente, uno studio condotto dallo Smithsonian Institution e pubblicato su “The Planetary Science Journal” ha rivelato un fenomeno sorprendente: la Luna si sta restringendo. Analogo al processo di trasformazione dell’uva in uva passa, il satellite terrestre ha subito una riduzione della sua circonferenza di circa 45 metri, un dato significativo attribuito al lento raffreddamento del suo nucleo nel corso di centinaia di migliaia di anni. Questo processo di contrazione ha causato la formazione di pieghe e faglie sulla superficie lunare, dove parti diverse della crosta si scontrano tra loro, generando terremoti e frane.

Questi cambiamenti geologici non sono soltanto di interesse accademico, ma presentano anche delle implicazioni pratiche per le future missioni lunari. La valle Taurus-Littrow, luogo di atterraggio dell’Apollo 17, si trova proprio sopra la scarpata della faglia Lee-Lincoln, un’area che ha già esperito numerosi terremoti lunari. Inoltre, una delle zone a maggior rischio è la regione del polo sud lunare, identificata dalla NASA come sito di atterraggio per la missione Artemis III. Thomas Watters, capo dello studio, e il suo team hanno identificato un gruppo di faglie nella regione polare meridionale, frutto di uno dei terremoti più potenti mai registrati sulla Luna, rilevato oltre mezzo secolo fa dai sismometri delle missioni Apollo.

La durata dei terremoti lunari e le sue conseguenze

Un aspetto peculiare dei terremoti lunari è la loro durata: a differenza di quelli terrestri, che durano soltanto pochi secondi, quelli lunari possono protrarsi per ore. Il catastrofico terremoto di 50 anni fa, ad esempio, raggiunse una magnitudo di 5.0 e durò un intero pomeriggio. Questo pone delle sfide significative per la sicurezza delle future missioni umane sulla Luna.

Watters sottolinea l’importanza di considerare la distribuzione globale delle nuove faglie e la possibilità che siano attive. Il rischio di formazione di ulteriori faglie, dovuto alla contrazione globale in corso, deve essere attentamente valutato nella pianificazione della posizione e della stabilità dei futuri avamposti permanenti sulla Luna.