Italia verso il divieto social sotto i 15 anni: nuovo ddl in arrivo

divieto social

Dopo una pausa di cinque mesi, il disegno di legge 1136 ritorna sui banchi del Senato. Il progetto legislativo, promosso inizialmente dalla senatrice Lavinia Mennuni di Fratelli d’Italia con l’appoggio di diverse forze parlamentari, intende impedire la registrazione autonoma alle piattaforme social ai ragazzi sotto i 15 anni. L’ottava commissione senatoriale, che si occupa di comunicazioni e innovazione digitale, esaminerà il documento nella giornata odierna, con l’intento di velocizzare un intervento ritenuto necessario dagli specialisti del settore.

L’episodio che ha riacceso il dibattito

La necessità di agire rapidamente è stata amplificata dal drammatico fatto di cronaca avvenuto a Trescore Balneario, dove un’insegnante è stata aggredita con un coltello da un tredicenne. Questo grave accadimento ha riportato al centro dell’attenzione il legame tra adolescenti, piattaforme digitali e comportamenti violenti, spingendo l’esecutivo a considerare misure restrittive immediate per i social network.

La proposta dell’esecutivo

Nel frattempo, il governo sta preparando un documento alternativo. La bozza prevede l’introduzione di sistemi di supervisione genitoriale obbligatori, che includerebbero limitazioni nell’utilizzo dei dispositivi elettronici per i minori, filtri per bloccare contenuti inappropriati e vincoli su messaggistica e telefonate. L’accesso indipendente alle reti sociali sarebbe permesso soltanto dai 15 anni in poi, mentre i genitori avrebbero la possibilità di esercitare una sorveglianza diretta sulle attività digitali dei propri figli.

L’esecutivo sta valutando se intervenire tramite un emendamento al disegno di legge 1136 oppure optare per un decreto legge urgente, strumento più veloce che eviterebbe i lunghi iter parlamentari. Il pericolo, come sottolineano realtà associative quali il Moige, è che una nuova iniziativa legislativa non venga approvata prima della conclusione della legislatura, lasciando i giovani privi di adeguate tutele digitali.

Le posizioni dei partiti

Il provvedimento ha ottenuto sostegno trasversale, ma non mancano perplessità sulle modalità applicative. Il Partito Democratico e parte dell’opposizione esprimono timori riguardo a normative poco calibrate, mentre l’esecutivo sottolinea l’importanza di strumenti tecnicamente solidi, evitando però sistemi invasivi come il riconoscimento biometrico. L’intento è trovare un punto di incontro tra protezione digitale e responsabilità educativa familiare.

Sviluppi attesi

Nelle prossime settimane la Commissione potrebbe integrare la proposta governativa con il ddl 1136, predisponendo un testo definitivo da votare prima della fine della legislatura, oppure rischiando che siano le sentenze giudiziarie a precedere l’azione politica. Il punto cruciale rimane la protezione dei minori nel mondo digitale, con piattaforme come Facebook, Instagram e TikTok chiamate a garantire maggiore sicurezza e responsabilità nell’ambiente online.

Fonte: Nuovo testo n. NT al DDL n. 1136 | Senato della Repubblica