Il mistero sulla rotazione del Sole: scienziati svelano una teoria rivoluzionaria

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La comprensione della rotazione solare ha fatto un significativo passo avanti grazie agli sforzi congiunti degli scienziati dell’Istituto Max Planck. Attraverso l’analisi delle osservazioni raccolte dal Solar Dynamics Observatory della NASA, insieme a sofisticate simulazioni al computer, è stato rivelato che il Sole mostra diverse velocità di rotazione tra i suoi poli e l’equatore.

Questo fenomeno ha portato alla luce il fatto che i poli, caratterizzati da una temperatura leggermente superiore, trasferiscono calore verso l’equatore, più fresco, mediante ciò che viene descritto come “oscillazioni”. Tale processo, tuttavia, solleva interrogativi sull’origine fisica di queste differenze di rotazione, un mistero che persiste nell’astrofisica solare.

Un corpo celeste dai movimenti intricati

L’interesse per il modo in cui il Sole compie la sua rotazione non è nuovo nel campo della ricerca scientifica. Studi precedenti hanno osservato che il tempo impiegato dai poli per completare una rotazione è di circa 34 giorni, mentre l’equatore ne richiede solo 24. Queste osservazioni sono state effettuate esaminando uno strato specifico del Sole, che si estende fino a 200.000 chilometri di profondità dalla superficie, un’area nota per i suoi intensi getti di plasma caldo essenziali per l’attività magnetica e solare.

Nonostante le teorie abbiano suggerito l’esistenza di una discrepanza termica tra poli ed equatore, confermare questa differenza si è rivelato un compito arduo a causa della necessità di “vedere” attraverso la superficie del Sole, la quale raggiunge temperature estremamente elevate. Tuttavia, i recenti progressi hanno permesso di superare questo ostacolo, consentendo ai ricercatori di determinare la differenza di temperatura, seppur minima, tra i poli e l’equatore osservando le oscillazioni di lunga durata del Sole.

L’analisi dei dati, raccolti nel periodo 2017-2021 dal Solar Dynamics Observatory, e le successive simulazioni numeriche tridimensionali hanno fornito nuove intuizioni sulla natura di queste oscillazioni polari. Laurent Gizon, direttore dell’Istituto Max Planck, ha sottolineato l’importanza di questa leggera variazione di temperatura. “Controlla l’equilibrio del momento angolare del Sole, rappresentando quindi un meccanismo di equilibrio cruciale nelle sue dinamiche,” ha affermato Gizon. Questa scoperta non solo arricchisce la nostra comprensione della meccanica solare ma apre anche la strada a ulteriori indagini sull’influenza di queste dinamiche sul sistema solare nel suo insieme.