I Google Glass e la privacy: il Garante chiede risposte

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Gli smart glass, ed in primis i Google Glass, sono ormai una realtà. A breve infatti tali dispositivi potranno diventare comuni quanto gli smartphone. Ma c’è chi pensa che questa non sia proprio una notizia rassicurante. Le Autorità mondiali di Garanzia hanno già messo le mani avanti chiedendo a Larry Page, Numero Uno di Google, di chiarire se tali gadget iper-tecnologici potranno mettere a rischio la privacy degli utenti.

Quali informazioni raccoglie Google attraverso i “Glass“?” si chiede il Garante? “Con chi le condivide? Come intende utilizzarle? Come viene garantito il rispetto delle legislazioni sulla privacy? Come pensa Google di risolvere il problematico aspetto della raccolta di informazioni di persone che, a loro insaputa, vengono riprese e registrate tramite i Glass?

Tante le domande a cui Big G è stato chiamato a rispondere. La società infatti è stata invitata dal GPEN (Global Privacy Enforcement Network), ad un confronto, attraverso incontri e dimostrazioni pratiche sull’uso dei “super-occhiali”.

A Mountain View è stata recapitata una lettera ‘rovente’ sullo sviluppo dei Google Glass. A preoccupare i Garanti è il fatto che i Google Glass, con microcamera, microfono e dispositivo Gps con accesso ad Internet possano valicare i confini del lecito, complice anche il possibile riconoscimento facciale. Per questo, le Autorità per la privacy, tra le quali il Garante italiano, hanno espresso preoccupazione riguardo all’impatto privacy che può derivare dall’uso dei Google Glass e forti timori proprio sull’uso di sistemi di riconoscimento facciale. “Nonostante l’esigenza più volte affermata che la privacy sia parte integrante della progettazione di ogni prodotto e servizio prima del lancio, nessuna Autorità di protezione dati è stata sentita dalla multinazionale e le uniche informazioni di cui dispongono i Garanti, derivano in gran parte dai media o dalla pubblicizzazione del dispositivo ad opera della stessa Google” si legge sul sito del Garante.

Per questo, è stato chiesto a Google un immediato riscontro sulle implicazioni privacy legate allo sviluppo di questa nuova tecnologia e sulle misure che intende prendere per garantire il rispetto della vita privata in tutti i Paesi del mondo.