Gaiasia Jennyae, il predatore preistorico con le zanne giganti che dominava le paludi rivoluziona la paleontologia

Entra nel nuovo canale WhatsApp di NextMe.it salamandra preistorica

Quaranta milioni di anni prima dell’evoluzione dei dinosauri, un temibile predatore si aggirava nelle acque paludose. Questo antico cacciatore, noto come Gaiasia jennyae, possedeva un cranio lungo più di 60 cm e attendeva pazientemente le sue prede con le fauci spalancate, pronto a chiudere le sue potenti mascelle intersecanti su qualsiasi animale incauto. La scoperta di questa creatura con una testa a forma di tavoletta del water è stata recentemente pubblicata sulla rivista Nature. Jason Pardo, coautore principale dello studio, ha spiegato:

Era un grande predatore, ma probabilmente anche un cacciatore d’agguato relativamente lento.

Il fossile è stato chiamato in onore della Formazione Gai-as in Namibia, dove è stato trovato, e di Jenny Clack, una paleontologa specializzata nell’evoluzione dei primi tetrapodi, i vertebrati a quattro zampe che hanno dato origine ad anfibi, rettili, uccelli e mammiferi.

Claudia Marsicano dell’Università di Buenos Aires e il suo team hanno rinvenuto il fossile:

Quando abbiamo trovato questo enorme esemplare sull’affioramento, è stato davvero scioccante. Sapevo subito che era qualcosa di completamente diverso. Eravamo tutti molto entusiasti. Esaminando il cranio, la struttura della parte anteriore ha catturato la mia attenzione. Era l’unica parte visibile e mostrava zanne intersecanti, creando un morso unico per i primi tetrapodi.

Il team ha portato alla luce diversi esemplari, inclusi uno con un cranio e una colonna vertebrale ben conservati, come spiegato da Pardo:

Avevamo del materiale davvero eccezionale, incluso un cranio completo, che abbiamo potuto confrontare con altri animali dell’epoca per capire cosa fosse questo animale e cosa lo rendesse unico,. E c’è molto che rende speciale questa creatura.

Un predatore temibile del Permiano

Gaiasia Jennyae era un predatore imponente, dotato di una struttura fisica e di caratteristiche anatomiche che lo rendevano uno dei principali carnivori del suo tempo. Grazie all’analisi dei resti fossili, i ricercatori hanno potuto dedurre che questo animale era caratterizzato da potenti mascelle e denti affilati, ideali per cacciare le prede che popolavano i suoi habitat. Le sue zampe robuste e muscolose indicano che era anche un ottimo corridore, capace di raggiungere velocemente le sue prede.

Il sito di scoperta, situato in una regione della Russia conosciuta per la sua ricca presenza di fossili, ha fornito agli scienziati importanti informazioni sull’ecosistema del Permiano. Gaiasia Jennyae viveva in un ambiente variegato, dove le condizioni climatiche e geologiche influenzavano fortemente la flora e la fauna. Lo studio dei fossili di questa nuova specie ha permesso di approfondire la conoscenza delle dinamiche predatore-preda e delle interazioni ecologiche del tempo.

La scoperta di Gaiasia Jennyae non solo arricchisce la nostra comprensione della biodiversità del passato, ma fornisce anche nuovi spunti per lo studio dell’evoluzione dei predatori terrestri. Gli scienziati ritengono che questa specie possa rappresentare un importante tassello per comprendere meglio l’evoluzione dei therapsidi, il gruppo di rettili da cui derivano i mammiferi.