La Francia sta per adottare una delle regolamentazioni più severe in Europa riguardo l’utilizzo dei social network tra i giovani. L’esecutivo francese ha infatti redatto una proposta legislativa rivelata dal quotidiano Le Monde che intende bloccare l’ingresso alle piattaforme digitali per chi ha meno di 15 anni con decorrenza dall’inizio dell’anno accademico 2026/2027. Il documento passerà al vaglio del Consiglio di Stato all’inizio di gennaio per poi essere sottoposto al dibattito parlamentare. La mossa ricalca quanto già attuato in Australia, dove una misura analoga è stata recentemente approvata.
Il capo dello Stato Emmanuel Macron ha sottolineato che la salvaguardia dei minori nello spazio digitale costituisce una priorità assoluta per la fase conclusiva del suo incarico. Secondo fonti dell’Eliseo, consentire ai ragazzi un accesso precoce e senza controllo alle piattaforme social è paragonabile a lasciare che un adolescente guidi un bolide senza formazione adeguata: prima di esplorare il web, i giovani necessitano di un’autentica educazione digitale. Il fine ultimo è tutelare il benessere mentale degli adolescenti e consolidare la coesione della società.
Pericoli derivanti dall’abuso delle piattaforme digitali
Alla radice del progetto normativo si trovano molteplici ricerche che evidenziano i rischi di un impiego smodato degli schermi: accesso a materiale inappropriato, fenomeni di bullismo online, assuefazione tecnologica e problemi nel riposo notturno. Un’indagine condotta dal parlamento francese ha etichettato alcune applicazioni, tra cui TikTok, come un autentico “veleno progressivo” per minori e preadolescenti, accusando gli algoritmi di creare ambienti chiusi con contenuti pericolosi. Per questo motivo, il documento finale suggeriva un blocco completo per chi non ha compiuto 15 anni e un eventuale limite orario notturno per gli utenti più grandi.
Stop ai cellulari anche negli istituti superiori
La proposta legislativa non si limita alle piattaforme social. Tra gli aspetti principali figura anche l’ampliamento del divieto di impiego degli smartphone negli istituti superiori, dove studiano ragazzi dai 15 ai 18 anni. Nel paese esiste già una disposizione del 2018 che proibisce i dispositivi mobili nelle scuole elementari e medie, ma la sua attuazione si è rivelata problematica. Il nuovo provvedimento intende stabilire norme più precise e omogenee, dichiarandosi pienamente in linea con il Digital Services Act dell’Unione Europea.
Non mancano tuttavia le opposizioni, specialmente da parte delle organizzazioni sindacali del settore educativo, che sollevano dubbi sulla realizzabilità dei controlli negli istituti superiori. Di contro, i cittadini sembrano appoggiare l’iniziativa: stando a rilevazioni recenti, un’ampia percentuale della popolazione sostiene il blocco delle piattaforme social per chi ha meno di 15 anni, ritenendolo un intervento indispensabile per il benessere delle generazioni future.
