Fossili di trilobiti di “Pompei” di 508 milioni di anni mostrano caratteristiche mai viste prima

Entra nel nuovo canale WhatsApp di NextMe.it Ricostruzione artistica di due specie di trilobiti un istante prima della sepoltura in un flusso di cenere vulcanica 510 milioni di anni fa

Una scoperta mozzafiato ha riportato alla luce trilobiti antichi di 508 milioni di anni, perfettamente conservati nella cenere vulcanica. Questo ritrovamento straordinario ci offre una visione senza precedenti della vita preistorica, rivelando dettagli tridimensionali incredibili, inclusi tessuti molli come parti boccali e organi interni ancora intatti.

La magia della cenere vulcanica: trilobiti antichi preservati in 3d

I trilobiti sono stati scoperti intrappolati in un flusso piroclastico, una massa di materiale rovente espulsa dai vulcani, che può raggiungere velocità impressionanti di 200 metri al secondo. Normalmente, questo materiale incenerisce tutto ciò che incontra, ma in un ambiente marino le cose sono andate diversamente, come illustrato dal dottor Greg Edgecombe del Natural History Museum di Londra:

La superficie del mare su cui fluiva la cenere sarebbe stata letalmente calda e avrebbe incenerito gli animali nelle acque poco profonde. La cenere, mescolandosi con l’acqua marina, avrebbe intrappolato i trilobiti che vivevano sul fondo del mare. Questo raffreddamento rapido ha permesso la loro straordinaria conservazione.

Rinvenuti nell’Alto Atlante del Marocco, questi fossili antichissimi sono stati soprannominati “trilobiti di Pompei” per la loro incredibile conservazione. Anche se molto antichi, non sono i trilobiti più vecchi mai trovati, ma la loro condizione è assolutamente unica.

Un tuffo nel passato: dettagli straordinari in 3d mai visti prima

Con circa 508 milioni di anni di età, questi trilobiti sono più giovani rispetto ai più antichi conosciuti, che risalgono a circa 521 milioni di anni fa. Tuttavia, ciò che li rende davvero eccezionali è il livello di conservazione che mostrano, come spiegato da Edgecombe:

Ciò che rende unici i nostri esemplari è la conservazione tridimensionale delle loro appendici. Le appendici non sono appiattite o danneggiate. Sono state preservate in posizioni molto simili a quelle di vita. Poiché sono conservate come spazi vuoti nella roccia, possiamo visualizzarle in 3D tramite tomografia.

La ricostruzione microtomografica del trilobite Gigoutella mauretanica in vista ventrale mostra dettagli straordinari. Le appendici conservate in argilloscisto possono preservare magnificamente le setole, ma i fossili sono spesso compattati quasi al punto di essere bidimensionali. Questi esemplari, invece, mantengono una perfetta tridimensionalità, permettendo una visione senza precedenti.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, ci permette di vedere i trilobiti più vicini alla loro forma reale di quanto mai possibile prima, completi di una bocca a fessura e appendici cefaliche uniche per l’alimentazione.