Acquistare un contenuto su Prime Video, un gioco su Steam o un brano musicale su uno store online non significa realmente possedere qualcosa. Quello che si ottiene è una licenza d’uso, che può essere revocata e dipende dall’esistenza della piattaforma e dalle sue regole. Questo è il principio alla base del mercato digitale da oltre vent’anni, e anche Kindle segue questa logica — anzi, recentemente Amazon ha reso questo aspetto più evidente che mai, anche grazie a una normativa californiana che ha eliminato ogni ambiguità.
Hai acquistato una licenza, non la proprietà del contenuto
Nei Termini di utilizzo del Kindle Store, Amazon è chiara: il contenuto viene concesso in licenza, non venduto. Per anni questa clausola era nascosta nei termini e condizioni che quasi nessuno legge, ma da febbraio 2025 è diventata impossibile da non notare. Amazon ha infatti modificato il messaggio che compare quando si acquista un ebook sul Kindle Store statunitense. Se prima c’era solo un riferimento ai termini d’uso, ora appare:
By placing your order, you’re purchasing a license to the content and agree to the Kindle Store Terms of Use.
Procedendo con l’ordine, stai acquistando una licenza per i contenuti e accetti i Termini di utilizzo del Kindle Store.
Una licenza, quindi, non un vero acquisto. Questa modifica sarebbe stata motivata dalla legge californiana AB 2426, che impone alle piattaforme di specificare chiaramente quando una transazione digitale non trasferisce la proprietà del contenuto.
Funzione di download rimossa, il controllo rimane centralizzato
La maggiore trasparenza arriva insieme a una restrizione pratica. Il 26 febbraio 2025 Amazon ha rimosso la funzione “Download & Transfer via USB” dalla sezione Gestione contenuti e dispositivi. Da quella data, chi possiede un Kindle non può più scaricare gli ebook acquistati sul computer per trasferirli manualmente tramite cavo USB. Per anni questa funzione aveva consentito di conservare una copia locale della propria collezione digitale — una garanzia in caso di problemi con l’account, con i server di Amazon o con la futura disponibilità del titolo.
La spiegazione ufficiale di Amazon è stata essenziale. In una dichiarazione rilasciata a The Verge, la portavoce Jackie Burke ha specificato che i clienti possono continuare a leggere i libri già scaricati sul proprio Kindle e ad accedere a nuovi contenuti tramite l’app Kindle, Kindle per web, e direttamente su dispositivi con connettività Wi-Fi. In altre parole: si legge dove stabilisce Amazon, quando lo stabilisce Amazon.
Il caso più ricordato da chi segue queste dinamiche risale al 2009, quando Amazon cancellò da remoto dai dispositivi degli utenti le copie digitali di 1984 di George Orwell a causa di una controversia sui diritti con l’editore che le aveva pubblicate. Quell’episodio rimase impresso come promemoria del fatto che gli ebook Kindle possono scomparire dalla libreria in qualsiasi momento, per motivi del tutto esterni al lettore.
Pubblicità rimovibili solo a pagamento
Le pubblicità sulla schermata di blocco completano il panorama. Secondo la pagina di supporto Amazon dedicata agli annunci sui dispositivi, alcuni modelli Kindle vengono proposti a prezzo ridotto in cambio di pubblicità personalizzata: gli annunci appaiono come screensaver quando il lettore è in standby e nella schermata principale, contrassegnati come “Sponsored”. Chi desidera rimuoverle deve pagare 20 dollari — anche su un Kindle da 159,99 dollari già acquistato. Fino a qualche tempo fa era possibile farlo gratuitamente contattando il servizio clienti, opzione che ora non è più disponibile.
Dal 20 maggio 2026, accesso allo store chiuso per i primi modelli
La questione della proprietà digitale ha assunto una forma ancora più tangibile pochi giorni fa. Amazon ha annunciato che dal 20 maggio 2026 i dispositivi Kindle rilasciati nel 2012 o prima non potranno più acquistare, prendere in prestito o scaricare nuovi contenuti dallo store. Potranno continuare a leggere ciò che è già stato scaricato, le librerie resteranno accessibili sulle app per smartphone e desktop, ma il canale da cui tutto è partito — lo store dei libri nel cloud — si chiuderà definitivamente.
I modelli interessati sono quelli che hanno segnato l’ingresso della lettura nell’era digitale: Kindle di prima generazione (2007), Kindle 2, DX e DX Graphite, Keyboard, Kindle 4 e Touch, Kindle 5, il primo Paperwhite. E poi i primi Fire, come le versioni del 2011, 2012 e le varianti HD. In totale, undici modelli.
La scelta arriva dopo 14 – in alcuni casi 18 – anni di supporto: la tecnologia è evoluta, quei dispositivi nascevano per un’altra epoca e non sono equipaggiati per servizi e funzioni più recenti. Il ragionamento è comune nel mondo dell’elettronica di consumo — aggiornamenti di sicurezza, compatibilità, costi di manutenzione — e Amazon stima che riguardi circa il 3% degli utenti attivi, ai quali viene offerto uno sconto del 20% su un nuovo dispositivo. In realtà il dibattito sui siti specializzati ha sollevato un’accusa precisa, che vede dispositivi ancora perfettamente funzionanti trasformarsi in oggetti inutilizzabili. Un enorme spreco su larga scala, in un’epoca in cui i rifiuti elettronici globali sono già previsti in crescita del 32% entro il 2030.
C’è un dettaglio ulteriore che non compare nell’annuncio ufficiale ma che circola nei forum: se dopo il 20 maggio si cancella la registrazione del dispositivo o lo si ripristina alle impostazioni di fabbrica, non sarà più possibile registrarlo di nuovo. Fine definitiva.
Una piccola concessione, un grande controllo
C’è però un segnale in direzione opposta, almeno parziale. Dal 20 gennaio 2026, Amazon consente il download in formato EPUB e PDF dei titoli acquistati privi di DRM, dalla pagina Gestione contenuti e dispositivi. La misura riguarda solo i libri senza protezione digitale — una quota minoritaria del catalogo, perlopiù opere di autori indipendenti — ma è la prima apertura concreta verso formati leggibili al di fuori dell’ecosistema Kindle.
Il libro cartaceo, in questo contesto, funziona diversamente per ragioni che non hanno nulla di nostalgico: una volta acquistato, è tuo. Non richiede un account attivo, non dipende da aggiornamenti firmware, non scompare se Amazon decide di rinegoziare i diritti con un editore. Il vantaggio tecnologico del supporto fisico, in questo caso, si chiama proprietà, al 100%.
